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Due Piccoli Italiani in fuga verso la normalità

 

In sala dal 14 giugno con Key Films  dopo la presentazione Fuori Concorso al Bif&Est 2018 “Due piccoli italiani” primo lungometraggio di Paolo Sassanelli scritto insieme a Francesco Apice e Chiara Balestrazzi e da lui stesso interpretato è un film leggero, quasi una favola raccontata con i toni della commedia, sulla fuga di due italiani da una struttura psichiatrica di un piccolo paese della Puglia verso l’Islanda. Un road movie un po’ atipico, un rocambolesco viaggio attraverso l’Europa di due bambini ormai adulti, Salvatore (Francesco Colella) e Felice (Paolo Sassanelli), un po’ naif ma con una borsa piena di sogni.

Una volta a Rotterdam i due, grazie anche all’aiuto della materna amica Anke (Rian Gerritser) riusciranno a raggiungere l’isola dei geyser. Un viaggio verso la normalità, a tratti lento, in altri momenti coinvolgente e commovente. Un viaggio volto a superare paure e inibizioni. Un viaggio verso la vita.

Un tema profondo, importante quello che Sassanelli ha saputo edulcorare in un’opera affatto impegnativa. Ma è stato proprio qualcosa che gli appartiene a spingerlo alla direzione di questo film, come lui stesso ha dichiarato: “Il film ruota intorno a temi che mi appartengono, sono nato a Bari, e, nel ’61, picccolissimo, sono arrivato con la mia famiglia a Milano, dove ci chiamavano “terroni” e ci dicevano “lavatevi”. Nella mia città avevo lasciato un amico che soffriva di una forma leggera di sindrome di Tourette, l’ho rivisto solo dopo molti anni, era schizofrenico, e aveva passato gran parte della sua esistenza in un ospedale psichiatrico. Oggi, a 40 anni dalla legge Basaglia, ho voluto immaginare come avrebbe potuto essere il suo percorso se avesse avuto a disposizione altre possibilità”.

Forse un po’ acerbo nella regia, certamente poetico.

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