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“Malati di sesso”, presentato il film con Francesco Apolloni e Gaia Bermani Amaral

 

E’ stato presentato a Roma “Malati di sesso”, film che arriverà nelle sale il 7 giugno. Ritratto di una generazione e della sua difficoltà di amare, nato dalla sceneggiatura di Francesco Apolloni e Manuela Jael Procaccia, ha ispirato anche la nascita di un libro omonimo firmato da Marina Marchetti.

Racconta di due amici Giacomo (Francesco Apolloni) e Livio (Fabio Troiano), due amiche Giovanna (Gaia Bermani Amaral) ed Eleonora (Elettra Capuano), fra i trenta e i quaranta, età in cui si attraversa la vita senza rete e le mete non sono scontate. Giacomo è un seduttore incallito, va a letto con tutte e non riesce a innamorarsi, lo stesso accade a Giovanna che frequenta anche lei lo psicoanalista di Giacomo. Un giorno i due per caso in sala d’attesa ascoltano con curiosità le confessioni reciproche: lui al momento dell’amplesso scoppia a piangere, lei tratta gli uomini come pezze da piedi.

Se Giacomo soffre di una dipendenza sessuale, lo stesso accade al suo amico Livio, che incanala le pulsioni erotiche nel vizio del gioco. Il mondo è piccolo e capita che i due uomini conoscano Giovanna ed Eleonora, con le quali iniziano a frequentarsi formando due coppie. Giacomo e Giovanna decidono di compiere insieme un viaggio alla ricerca di se stessi, con la promessa di non fare mai sesso. Una traversata che da Roma, sosta sulla vetta più alta del Monte Bianco, passa per Parigi e termina nell’Ashram di un Santone indiano: con la bella fotografia di Antonio Sgreva e la piacevolissima musica di Emanuele Vesci Dj è un momento voluttuoso. Nel frattempo Livio ed Eleonora continuano la frequentazione sorretti dalla pet-terapia, nella quale Eleonora è specializzata. Troveranno un giorno i nostri eroi un equilibrio più felice?

“Malati di sesso”, a dispetto del titolo forte non è un film a luci rosse. Dimostra anzi come “gli oggetti”, il corpo compreso, non bastino a riempire quel vuoto che nasce da una insoddisfazione dell’anima. Gradevole, equilibrato, elegante, parla soprattutto di quella piacevolezza erotica che si realizza solo giungendo al cuore dell’ altro. Gaia Bermani in conferenza stampa ha dichiarato che, inizialmente, aveva detto no al film e, solo attraverso un ripensamento, è riuscita ad accettare una parte che le sta a pennello per quell’innocenza che ha saputo connaturare al personaggio. Francesco Apolloni rileva come il film nasca dall’osservazione di una realtà diffusa, non pochi, pur con una vita all’apparenza fortunata, vivono il sesso patologicamente, in maniera bulimica. Secondo l’attore e sceneggiatore i social network facilitano incontri epidermici, dove conta il lato estetico e carnale, a scapito del dialogo. Dice Apolloni: “Su internet un adolescente pensa che tutto sia possibile”. E fa notare come la qualità della vita non possa che realizzarsi in un equilibrio che comprenda anche il lato spirituale: quel “cibo per l’anima” sul quale questo film è una riflessione.

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