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La Procura Generale si opponga alla riabilitazione di Berlusconi

 

La riabilitazione di Berlusconi da parte del Tribunale di Sorveglianza appare carente nelle motivazioni e quindi inficiabile.  Si guarda alla pena scontata, ma non alle pesanti dichiarazioni di disprezzo che il pregiudicato ha rivolto in questi anni alla magistratura, a cui ha sempre negato il rispetto dell’imparzialità quando lo ha condannato (“sentenze ad orologeria”, “toghe rosse”, “uso politico della legge”…), arrivando persino a qualificarla – mentre scontava la pena – come “plotone di esecuzione”. Ad altri cittadini non miliardari sarebbe consentito tanto vilipendio?

Queste ingiurie verso la Legge  e chi la amministra non possono passare in silenzio.
Perché in questo modo si avvalorerebbe il concetto che le intimidazioni e gli insulti pagano, soprattutto se posti in essere da ricchi e potenti. Pertanto, la Procura Generale dovrebbe impugnare questa riabilitazione, concessa con troppa fretta e senza soppesare tutti i comportamenti offensivi ed eversivi del pregiudicato. Che potrà ritenersi riabilitato, solo  quando avrà dato prova – con il suo rispetto per la magistratura e quindi per il Popolo in nome del quale esercita la sua funzione – di aver assimilato il principio che la legge è uguale per tutti.

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1 COMMENTO

  • antonio

    ma come è possibile che un cittadino che voglia partecipare ad un concorso da dipendente statale deve avere la fedina penale pulita
    mentre una persona che ha precedenti penali invece può candidarsi tranquillamente alla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO ?
    è una cosa un pò bizzarra o mi sbaglio?

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