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De Benedetti-Repubblica. Le inchieste vere sono l’unica cura ricostituente per un quotidiano

 

De Benedetti che incontra i potenti internazionali. Che dà consigli a Renzi nei breakfast (prima colazione per chi si vergogna dell’italiano). Che fa colazione (che per i ricchi vuol dire  pranzo) con chi vuole incontrarlo, non prima di aver fatto la telefonata quotidiana al suo broker per far fare ginnastica ai suoi capitali. E’ questa la “giornata tipo” del magnate che ne esce dall’intervista della Gruber. E già questo basterebbe a far capire che l’uomo vuol dare di sé un profilo molto alto. Ma va oltre, tanto da entrare in competizione con Scalfari, accusato di essere vanitoso, con l’aggravante di soffrire di scarsa lucidità per eccesso di senilità. Non pago, CDB manifesta il suo amore-odio per Repubblica, che vede ormai come un giornale diventato l’ombra del battagliero quotidiano che faceva politica. Ogni allusione a Calabresi è puramente voluta, ma taciuta con ipocrita signorilità.

Mi sarei aspettato dalla Gruber la domanda: scusi, ma allora perché è stato tolto Ezio Mauro? Ma non è arrivata. Ora non resta che aspettare domenica e vedere il fondo di Scalfari. Se sarà reattivo, ne vedremo delle belle. Altrimenti, avremo la conferma che il fondatore ha ormai tirato i remi in barca e filosofeggia a nove colonne, per marcare il territorio. Se posso dare un consiglio fuori-breakfast a De Benedetti è quello di mandare a casa Calabresi e assumere la Gabanelli. Le inchieste vere sono l’unica cura ricostituente per un quotidiano. Un giornale filo-governativo serve solo ad incartare le uova.

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