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Addio a Predrag Lucić, un grande giornalista

 
“Un giornalista senza macchie, un satirico senza rivali, un santo senza religione – questo era Predrag Lucić”. Apre così l’articolo  del quotidiano croato Novi List in memoria di questo grande giornalista morto ieri, 10 gennaio, all’età di 53 anni dopo una lunga malattia. Nato a Spalato, dopo gli studi di regia teatrale e regia radiofonica presso la Facoltà di Arti drammatiche a Belgrado, dal 2008 scriveva per Novi List, ma aveva alle spalle una storia che lo ha inscritto nell’albo dei giornalisti che hanno lasciato il segno nella società croata fin dal 1985.

Nel 1985 ha cominciato a collaborare con il Feral, allegato satirico del Nedeljne Dalmacije. Nel 1989 diviene parte integrante della redazione del Feral, assieme a Viktor Ivančić e Boris Dežulović, partecipando alla trasformazione del Feral in Feral Tribune. Tra il 1990 e il 1993 si trasferisce a lavorare per il quotidiano Slobodna Dalmacija come reporter di guerra, ma dal marzo 1993 – assieme ad un gruppo di altri colleghi – torna al Feral Tribune trasformandolo da quindicinale a settimanale di satira politica, ricoprendo il ruolo di editore e caporedattore.

Nella redazione del Feral Tribune Lucić, oltre a scrivere pungenti testi di critica della politica croata governata da Franjo Tudjman, si occupava a tutto tondo anche della testata web, della creazione dei fotomontaggi, della realizzazione di diverse rubriche. Un settimanale di alta qualità che gli è valso il premio di “Miglior giornale satirico al mondo” e diversi altri riconoscimenti internazionali.

Più volte ritrovatosi sotto attacco, assieme ai colleghi Ivančić e Dežulović, subendo tentativi di censura o minacce, grazie al coraggio dell’intera redazione e al sostegno che il giornale ha ricevuto negli anni ’90 da sindacati e associazioni di categoria esteri, è riuscito a far uscire il Feral fino al 2008. A ulteriore dimostrazione del valore di questo giornale, nel 2009 le sue pagine sono state inserite nel prezioso archivio digitale  di libero accesso realizzato dallo staff dell'”Infobiro” del Mediacentar di Sarajevo.

Autore di molti libri, tra i quali la tagliente raccolta che ha preso il titolo di una rubrica dello stesso Feral Tribune, “Greatest Shits – Antologija suvremene hrvatske gluposti” (Antologia contemporanea delle stupidate croate”) scritta a due mani con Boris Dežulović. All’attività di scrittore ha accompagnato anche quella di attore cabarettista, usando la satira per denunciare le malefatte della politica locale. Da ricordare la rappresentazione che ha esordito nel 2007, realizzata con il collega e amico Dežulović “Melodije Bljeska i Oluje” (Melodie dei Fulmini e della Tempesta) e che è stato presentato anche in eventi dedicati alla difesa della libertà di stampa, come quello organizzato da Mediacentar  a Banja Luka (ndr: qui il video  ).

L’ultimo suo libro “Gusle u magli” (Gusla nella nebbia) [ndr: la gusla è uno strumento popolare a corda singola usato nei Balcani] uscito nel 2013 è stato considerato – come ha riassunto lo scrittore mostarino Almin Kaplan nella presentazione  tenutasi a Mostar in presenza dell’autore – “Un libro con il quale, fin dalla base concettuale del testo, Lucić mette in discussione un intero sistema. In questo libro, di fatto mette in discussione tutto un intero nazionalismo”.

“Con la sua morte”, come hanno scritto molti giornali croati, “il giornalismo e la cultura della Croazia sono molto più poveri” perché “oggi ci ha lasciato uno dei più grandi e dei migliori”.

Fonte: BalcaniCaucaso

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