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Membership cui prodest?

 

Quella del titolo a nostro avviso non è una domanda retorica. E siamo anche pronti nella migliore logica marzulliana – ammesso che ci passiate il neologismo –  a darci e darVi una risposta: a tutti, rispondiamo, nessuno escluso, e di seguito proviamo a spiegare il perchè. La membership serve e servirà a tutti, ribadiamo,  soprattutto come modello culturale da comprendere più che come possibile modello di business, almeno per come la vediamo noi. Parlare, anzi riparlare di membership ci è venuto in mente dopo aver visto il grande cambiamento proposto recentemente da uno dei maggiori quotidiani italiani: la Repubblica. Il giornale fondato da Eugenio Scalfari di proprietà del gruppo L’Espresso recentemente divenuto GEDI, dopo molto lavoro e sperimentazioni varie ha cambiato pelle. Un cambiamento grafico oltre che digitale a vent’anni esatti dalla sua prima uscita online; repubblica.it nasce alla fine del 1996 anche se come tale debutta proprio nel 1997,  come abbiamo scoperto a Varese di recente durante GlocalNews17 in cui si svolgeva tra l’altro anche la celebrazione di un altro ventennale dell’editoria digitale molto speciale, ovvero i ventanni di VareseNews. Repubblica ha cambiato e in modo “forte” il proprio aspetto nell’edizione di carta, e ha lanciato una app denominata Rep.

Questa rivoluzione e i giudizi vari che ne sono scaturiti ci hanno fatto riflettere su un concetto importante, a nostro avviso basilare, nella e della rivoluzione digitale, che è appunto il concetto di membership. Un concetto ancora tutto da scoprire nel nostro Paese. E come sempre, cercando di tenere fede alla nostra natura di osservatori e non di giudici o esperti, vorremmo proporVi una serie di riflessioni/consigli sull’uso, l’interpretazione e le possibili evoluzioni di tale concetto. Buona lettura e grazie del tempo che ci vorrete concedere ;)

Andando a ritroso nel nostro archivio ci sono molteplici accenni, articoli, segnalazioni, post, citazioni, esempi in cui si parla di membership ad esempio qui :

si tratta di un pezzo segnalazione recensione in cui ragioniamo e soprattutto facciamo curation all’indomani dell’uscita di medium, uno strumento oramai “vecchio” e affermato all’alba del 2017 quasi 2018, ma in quel pezzo del 2016 si cita, anzi sono gli analisti del Poynter Institute a citare la membership come plus della neonata, allora, piattaforma medium e la citano con queste specifiche parole:

membership: contenuti speciali pagati direttamente all’editore

Nello stesso articolo le nostre premesse/riflessioni… Continua su lsdi

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