Banche nell’occhio del ciclone

0 0

Monte dei Paschi: il Cda prima di lasciare il campo promuove 49 dirigenti. Elargizioni economiche a pochissimi dipendenti. I sindacati: scelte immorali e scrivono al nuovo Cda. Il ruolo dello Stato diventato azionista. Integrità dell’azienda e partecipazione dei lavoratori

Di Alessandro Cardulli

Banche sempre nell’occhio del ciclone. La Commissione parlamentare d’inchiesta procede negli interrogatori di  esponenti di primo piano, presidenti, amministratori delegati, direttori di banche grandi e piccole, della Commissione nazionale di controllo delle Società e delle Borse, il cui presidente si è più volte incontrato con l’ex ministro, ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, su richiesta della stessa. Il ministro Padoan che, fra i compiti di istituto ha proprio quello, delicato e complesso  che riguarda la politica del governo sulle banche, proprio lunedì mattina ha fatto una lunga esposizione di come il governo, il suo ministero quello dell’Economia, in questi anni abbia affrontato o meglio non abbia affrontato problemi di fondo che riguardano la politica del credito. Comunque anche senza entrare nel merito di quanto affermato da Padoan una considerazione e una domanda si possono trarre. Il ministro è senza dubbio un “competente” in materia, in particolare per quanto riguarda la crisi del nostro sistema, il “quartetto” Banca Etruria, quello che interessa la Boschi in particolare,  insieme alle banche  delle Marche,  di Ferrara, di Chieti. Non si capisce perché la Maria Elena Boschi non si sia rivolta, per avere notizie sulla Etruria di cui vicepresidente era suo padre, a Padoan.

Mentre proseguono i lavori della Commissione d’inchiesta scoppia il “caso” Mps

Mentre tutto questo avviene – sono ancora da ascoltare proprio a partire da martedì il presidente di Banca d’Italia, Visco, l’ex ad di Unicredit, Ghizzoni, le cui testimonianze sono ritenute molto importanti anche per definire i “contatti” di Maria Elena Boschi, la quale sembra abbia avuto incontri anche con un alto funzionario di Bankitalia – arriva una notizia che ti lascia senza fiato, increduli. La fonte è degna della massima fede, sono i sindacati dei lavoratori delle banche. Le segreterie  delle organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil, Unisin hanno reso nota una decisione presa dal Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena mercoledì 13 dicembre, a pochi giorni dalla scadenza e, al tempo stesso, si sono rivolti al nuovo Cda, eletto proprio questo lunedì con una lettera in cui si pongono in primo piano  i problemi che devono essere affrontati. Andiamo per ordine. Il vecchio cda in scadenza ha trovato il modo di promuovere  49 nuovi dirigenti, decisione che i sindacati definiscono “assolutamente inopportuna alla luce dei sacrifici richiesti quotidianamente ai lavoratori e alla stringente politica di taglio dei costi imposta alla Banca dalle Autorità europee. Altrettanto inopportuna appare la contestuale decisione di distribuire a parte del personale gratifiche economiche in maniera totalmente discrezionale”. “Tali interventi – prosegue la nota – mal si conciliano con la ricapitalizzazione operata dallo Stato e rappresentano un vero affronto alle migliaia di lavoratori della Banca che da anni contribuiscono ai piani di risanamento dell’Azienda con giornate di solidarietà, decurtazione del TFR e uscite dal lavoro tramite il fondo esuberi. La decisione del Consiglio di amministrazione della Banca appare, oltre che sbagliata, anche assolutamente sospetta nei tempi. Tali delibere, infatti, sono state assunte da un Cda in scadenza, nel corso della sua ultima riunione prima dell’assemblea dei soci e il rinnovo dei componenti. Un Cda, oltretutto, che ha visto il proprio Presidente, ing. Falciai, ritirarsi nella giornata di venerdì 15 dicembre dalla corsa per la ricandidatura, a seguito delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto. Le scriventi Segreterie – concludono – ritengono quindi che lo Stato, azionista di MPS al 68%, debba prendere posizione rispetto a quanto accaduto che rappresenta, a tutti gli effetti, un ‘colpo di coda’ del Cda Uscente”. Cgil e Fisac di Roma e del Lazio si esprimono in termini analoghi, considerando “molto grave” la scelta di promuovere  49 dirigenti proprio alla vigilia dell’assemblea dei soci che sancirà l’ingresso dello Stato come maggiore azionista. Criticano duramente la decisione dell’azienda “di erogare nella busta paga di dicembre elargizioni economiche destinate a pochissimi lavoratori, in modo unilaterale, discrezionale e al di fuori di qualsiasi accordo sindacale, dimenticando il contributo fondamentale di tutti i dipendenti della banca che ogni giorno ci mettono la faccia e che, sull’altare del risanamento, hanno sacrificato un pezzo importante della loro retribuzione. Anche alla luce dell’intervento effettuato con denaro pubblico per la messa in sicurezza della banca –  conclude la nota – denunciamo l’immoralità di tali scelte e richiamiamo i vertici aziendali e gli organismi pubblici e di controllo alle proprie responsabilità nei confronti  di Monte Paschi”.

Il futuro della banca senese non può basarsi ancora  su tagli del personale

I coordinamenti unitari dei sindacati oltre alla denuncia dell’operato del Cda in scadenza hanno inviato una lettera al presidente, all’ad, ai consiglieri di amministrazione appena eletti rappresentando loro alcune considerazioni sul futuro di Mps. Nella lettera si fa riferimento ai dati economici al 30 settembre che “evidenziano, in particolare consistenti rettifiche contabili su crediti deteriorati”, si parla di “risultati operativi nel complesso positivi, conseguiti in maniera esclusiva grazie all’impegno ed al forte senso di appartenenza di tutti i dipendenti, i quali hanno consentito alla Banca ed al Gruppo di affrontare le molteplici difficoltà degli ultimi anni mantenendo un posizionamento primario nonostante la distorta attenzione mediatica di cui è stata oggetto la nostra realtà creditizia. Al tempo stesso – prosegue la lettera inviata dai sindacati – è innegabile come tutti i Piani Industriali e di Ristrutturazione, succedutisi nel corso del tempo, si siano basati – in maniera specifica e prevalente – sul pesante taglio del costo del Personale, sia in termini contrattuali che in termini di risorse umane, mentre molto più indefinite sono apparse le strategie orientate alla crescita dei ricavi, all’incremento della produttività commerciale, ed alla individuazione di un nuovo modello organizzativo per la Banca”. “ Da un lato esiste un preciso parametro di misurazione degli effetti derivanti dal contenimento del costo del lavoro, dall’altro-prosegue la lettera- si percepisce una maggiore indeterminatezza legata invece all’evoluzione della Banca ed agli impatti della contrazione dei livelli occupazionali e dei presidi fisici delle unità operative, che rappresenta in questo momento oggetto di interlocuzione negoziale fra Azienda e Sindacato”.

Il problema della rete commerciale e le pressioni insostenibili sui dipendenti

Nella lettera vengono posti problemi di grande importanza relativi  alla Rete Commerciale, a partire dalle “insostenibili pressioni commerciali esercitate sui Dipendenti”. Si parla della necessità che “sulla gestione delle politiche di vendita si registri una vera e propria inversione di tendenza, orientata sulla non aggressività delle singole campagne prodotto e sul rispetto della concorrenza in ordine alle iniziative commerciali”. Viene ribadito che i lavoratori del Gruppo – unitamente agli Azionisti ed ai Clienti – hanno indubbiamente finanziato con i propri emolumenti i diversi progetti nati allo scopo di rimettere in piedi il Monte dei Paschi contribuendo  in maniera inequivocabile al processo di risanamento della Banca, “soprattutto attraverso l’utilizzo del Fondo di Sostegno al Reddito – che ha permesso, mediante la sottoscrizione degli accordi sindacali, l’uscita di oltre 3200  colleghi,dalla fine del 2014 ad oggi – e la significativa decurtazione delle poste salariali, dirette ed indirette”. “Se si vuole riuscire a superare il momento critico che stiamo attraversando, – prosegue la lettera – dovranno essere resi sempre più partecipi degli obiettivi e dei progetti aziendali, incrementando da parte manageriale il processo comunicativo e la condivisione delle iniziative da intraprendere”. Occorre  arrivare infine “ad una riduzione e ad un contingentamento degli stipendi dei componenti del Top Management, intendendo per tali non solo quelli che hanno funzioni strategiche, ma anche coloro che svolgono funzioni esecutive. Top management che – affermano i sindacati – continua a percepire livelli retributivi non coerenti con gli indirizzi in proposito espressi dalle Autorità di Vigilanza nazionali ed europee, che legano le remunerazioni – anche quelle fisse – ai risultati aziendali conseguiti in forma consolidata”.

Il Mef stabilisca un limite allo stipendio del componenti del Cda e all’utilizzo di consulenze

Si auspica che il Ministero di economia e finanza divenuto azionista di Mps possa stabilire anche un limite allo stipendio dei componenti del Consiglio di Amministrazione della Banca ed un calmieramento rispetto all’utilizzo delle consulenze, di cui si avvale ancora oggi il management in maniera non secondaria. Infine un invito al management  ad attenersi da oggi in poi a quanto concordato fra le Parti in sede di contrattazione collettiva, evitando iniziative – come quella assunta proprio in questi giorni attraverso le cosiddette erogazioni una tantum – che si pongono al di fuori del dettato contrattuale. La lettera inviata al nuovo Cda conclude con la richiesta di “un confronto, costante ed approfondito, sui temi legati all’applicabilità del Piano di Ristrutturazione 2017-2021. Il risanamento di MpS – affermano i sindacati – non può prescindere dal mantenimento dell’integrità aziendale e dalla piena partecipazione di tutti i  lavoratori alla definizione dei progetti che riguardano il loro futuro professionale e richiamano il governo all’assunzione delle responsabilità che gli competono, in virtù del ruolo dallo stesso esercitato all’interno della compagine proprietaria della Banca”.

Da jobsnews


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21