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Ostia. Minniti in Fnsi: verso un centro di coordinamento per la libertà di informazione

 

“Era un dovere venire qui per ringraziarvi del vostro lavoro, un impegno irrinunciabile perché si basa su due punti fondamentali: il diritto all’informazione, che è insopprimibile, e il dovere all’informazione, quello che vi riguarda, per il quale non avete possibilità di scelta”.
Ha esordito così il ministro dell’interno Marco Minniti all’incontro organizzato dalla Federazione nazionale della stampa dopo l’aggressione subita da una troupe di Nemo, trasmissione di Rai 2, a Ostia.
“Non è lo schieramento di una lobby che pretende di custodire gelosamente i propri privilegi – ha affermato il presidente della Fnsi Beppe Giulietti. La brutale e del tutto insensata aggressione subita dal collega Daniele Piervincenzi e dall’operatore Edoardo Anselmi ha scosso tutta la società civile italiana, non solo i giornalisti e il settore dell’informazione. Perché in ballo c’è un bene fondamentale sul quale poggia le basi la nostra democrazia: la liberta di informazione” ha concluso.
“Ognuno di noi valuta l’informazione come è normale in una democrazia – ha aggiunto il responsabile del Viminale – E la può condividere o meno. Ma la libertà di stampa è l’ossigeno della democrazia e non può venire meno”.
Sulla vicenda di Ostia, che Minniti ha definito “una questione gravissima” il ministro ha sottolineato che la testata di Roberto Spada a Piervincenzi, che gli ha rotto il naso, ha rappresentato una “sfida drammatica ai media” soprattutto per il momento in cui è stata sferrata: una competizione elettorale “il momento più sacro durante il quale va garantita la libertà d’informazione”.

Minniti ha voluto ribadire che non sono in ballo i singoli interessi di un giornalista o di una testata in particolare ma tutta la stampa.
Per questo durante l’incontro di oggi in Fnsi è stata annunciata la nascita di un “Centro di coordinamento per la libertà di informazione” di cui faranno parte il Viminale, la Polizia, la Federazione della stampa e l’Ordine dei giornalisti per lavorare insieme affinché “non vi sia nessun minacciato e nessun tacitato” è stata la conclusione di Minniti.
Un’iniziativa simile era già stata messa in atto sul territorio da Stampa Romana e da Ossigeno per l’Informazione, con la richiesta di creare un hotspot dove far convergere dati e testimonianze delle aggressioni subite dai colleghi.
Un fenomeno, quello delle aggressioni ai giornalisti, che purtroppo annovera il Lazio come la regione più colpita d’Italia.
L’organismo che vedrà la luce nei prossimi giorni potrebbe essere presieduto proprio dal ministro dell’Interno e si occuperà dei cronisti minacciati evitando che possano cadere nel baratro della solitudine (soprattutto quelli che non vivono sotto i riflettori dei grandi organi di informazione) sviluppando contestualmente una strategia di attacco e prevenzione per impedire sul nascere l’emergere di certi fenomeni.
All’incontro di oggi oltre Giulietti, hanno partecipato il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna e diversi colleghi attualmente sotto scorta come Federica Angeli, Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo, Marilena Natale, Luciana Esposito...
“C’è troppo spesso un odio civile nei confronti di chi cerca di illuminare quel che avviene nelle periferie del Paese” ha detto Michele Albanese, responsabile per la legalità del sindacato dei giornalisti. “Cerchiamo di resistere, a costo di sacrifici enormi, sapendo bene che il crimine in certe zone ha più paura dell’informazione che delle forze dell’ordine”.
Presente ovviamente oltre ad Articolo21 anche l’Associazione Stampa Romana e Ossigeno per l’Informazione

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