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Intercettazioni, Fnsi: «Bene la marcia indietro sui riassunti. Quando il tavolo su querele temerarie e minacce?»

 
Il ministro Orlando annuncia modifiche alla bozza di decreto: «Il riassunto ci è stato contestato non dai giornalisti, perché la Fnsi non si è presentata, ma dai penalisti», dice. «Ci interessa assai poco a chi intenda rendere omaggio e molto di più che abbia deciso di ritirare quel passaggio», osservano il segretario generale Lorusso e il presidente Giulietti.
«Entro al fine del mese la proposta sarà inviata a palazzo Chigi, poi dipende dal Consiglio dei ministri ma credo che in un paio di mesi si potrà avere un testo». È la tempistica indicata dal ministro Andrea Orlando per l’approvazione del decreto sulle intercettazioni.

«Non ci sarà il riassunto per una ragione diversa da quanto detto con una campagna discutibile. Il riassunto ci è stato contestato non dai giornalisti, perché la Fnsi non si è presentata, ma dai penalisti», dice il ministro a Corriere Tv.

«Il ministro Orlando, per ragioni solo a lui note, vuole proseguire la polemica con la Federazione della Stampa sul tema delle intercettazioni. Oggi ha fatto sapere che ritirerà dal provvedimento la parte relativa ai cosiddetti riassunti in omaggio alle osservazioni dei penalisti. Per quanto ci riguarda, ci interessa assai poco a chi intenda rendere omaggio e molto di più che abbia deciso di ritirarla come era stato chiesto da centinaia e centinaia di giornalisti italiani e da tutti i loro istituti», è la risposta del segretario generale e del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, al Guardasigilli.

«Le ragioni di tali richieste – proseguono – erano anche contenute nella documentazione inviata al ministro stesso e che avremmo voluto approfondire nella commissione da lui medesimo annunciata e successivamente affossata. Restiamo sempre in attesa, invece, come il ministro ben sa, di una specifica convocazione sui temi delle querele temerarie e dei cronisti minacciati, che rappresentano un’autentica emergenza per la quale non si trova mai né il tempo necessario né la necessaria volontà politica».

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