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La repressione delle minoranze arriva in punta di piedi

 

Non ce ne accorgiamo, ma i confini delle nostre libertà, delle diversità che ci contraddistinguono vengono erosi progressivamente. I primi a pagare il prezzo di questa svolta repressiva sono le minoranze più vulnerabili ed escluse. Dopo gli accordi Italia-Libia, approvati dall’Ue nell vertice di Malta, che hanno fatto a pezzi l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951, ecco due decreti che preoccupano la società civile, approvati dal governo: il primo sopprime un grado di giudizio per le domande di asilo e rende più facile e veloce la deportazione dei migranti. Sarà necessario vigilare per verificare se le garanzie riservate ai richiedenti asilo verranno ancora limitate. Il secondo decreto, sulla sicurezza urbana, concede ai sindaci il potere di ordinanza in nome del “decoro urbano”. E’ importante ricordare come siano labili i confini fra libertà e cosiddetto “decoro urbano”. Il nazionalsocialismo considerava la presenza stessa di una certa umanità come lesiva del decoro: individui eccentrici, artisti di strada, mendicanti, senzatetto, prostitute, persone in stato di ubriachezza. Il nuovo decreto legge crea un organismo di sicurezza che si chiama Comitato metropolitano, co-presieduto dal prefetto e dal sindaco della città metropolitana, che decide in quali situazioni di “degrado” intervenire, in concerto con enti pubblici e soggetti privati. Un programma che ricorda il Vagabond Act entrato in vigore in Inghilterra nel 1597 e alla base di un’atroce persecuzione dei poveri e degli emarginati. Il nuovo decreto – che ci raggiunge “in punta di piedi”, perché colpisce solo alcune categorie sociali, come gli accordi sui migranti – ricalca quasi in ogni parte sia il Vagabond Act che le disposizioni vigenti in Germania negli anni in cui il nazionalsocialismo fu al potere e prevede pesanti  sanzioni amministrative (da 300 a 900 euro) e l’allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità ad infrastrutture o luoghi interessati da flussi turistici, “anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione «in modo ostentato», esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto”. Per chi leda il decoro urbano in più occasioni è previsto – nella stessa misura che per gli spacciatori – l’allontanamento fino a 12 mesi.

(nella foto) Incisione del XVII secolo che mostra un mendicante cacciato dalla città ed esposto al pubblico ludibrio

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