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Appello ai credenti, ai laici e alle persone di buona volontà

 

di Comitato Promotore Nazionale della Giornata del dialogo cristiano-islamico

Ci appelliamo a tutti coloro che credono nella difesa dei diritti umani, nella pace e nell’uguaglianza tra gli esseri umani, nel dialogo fecondo tra le persone, i popoli e le civiltà, nel rispetto e nella valorizzazione della diversità.

In questi ultimi anni l’umanità sta assistendo ad un improvviso imbarbarimento delle relazioni tra le persone, i popoli e le civiltà, contrassegnato dall’aumento esponenziale della violenza in tutte le sue forme: degradazione della politica a strumento di arricchimento per pochi e impoverimento per la maggioranza; disprezzo più totale per la vita umana; affievolimento dei valori della democrazia a vantaggio di nuovi dogmi che favoriscono totalitarismi e populismi.

In questo oscuro quadro, le prime mosse del neopresidente statunitense Donald Trump rappresentano un attacco ai diritti civili ed alla democrazia e pongono una tremenda ipoteca sul futuro dell’umanità nei prossimi anni. Noi, come società civile, se non cerchiamo di invertire la tendenza rischiamo un cambiamento antropologico dell’umanità, prona all’idolatria del denaro e del potere e allo scontro tra le civiltà.

Chiediamo alle donne e agli uomini che credono nei valori della pace, giustizia e libertà e del dialogo di scendere in piazza, anche per protestare contro il clima di odio che sta montando in Occidente contro gli immigrati in generale ed i musulmani in particolare.

Abbiamo assistito ad imponenti manifestazioni di piazza – giustamente – quando sono stati uccisi cittadini europei dai criminali dell’Isis. Ma quando a cadere sono otto musulmani massacrati mentre pregavano in una moschea del Québec, ben poche voci di solidarietà ci sono giunte e ben poca attenzione è stata dedicata dai media più influenti a questa tragedia.

Chiediamo che scenda in piazza una vasta rete di organizzazioni e di individui affinché ci sia una voce fuori dal coro: la voce di chi non ha voce, degli ultimi, la cui dignità è calpestata da un capitalismo feroce, razzista, islamofobo e guerrafondaio.

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