L’Onu insiste per la pace in Yemen

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L’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen ha annunciato che riprenderà le consultazioni tra i belligeranti che hanno finora rifiutato il piano.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, l’ambasciatore mauritano Ismail Ould Cheikh Ahmed, ha annunciato ieri che riprenderà le consultazioni tra i belligeranti — nonostante il rifiuto dell’ultimo piano di pace — e spera «in un regolamento completo nelle prossime settimane».

Il mediatore ha informato il consiglio di sicurezza dell’Onu che «ritornerà immediatamente nella regione per riavviare le consultazioni tra le due parti a Sana’a e a Riad in vista di un accordo dettagliato». Questa intesa sarà fondata sulla Road Map che l’inviato ha già presentato ai due campi. Ismail Ould Cheikh Ahmed ha espresso inoltre la speranza «di trovare un regolamento completo nelle prossime settimane se le parti dialogheranno in buona fede» e saranno disposte a fare delle concessioni. «È tempo di comprendere — ha affermato — che non si può avere la pace senza concessioni né sicurezza senza accordo». L’inviato speciale delle Nazioni Unite ha riconosciuto «di essere stato informato, in maniera ufficiosa, che le parti avevano rigettato la Road Map» ma ha ribadito di avere «un largo sostegno da parte della comunità internazionale» alle sue proposte. La Road Map è, secondo il mediatore, «conforme alla risoluzione 2216 del 2015» del consiglio di sicurezza, che prevede il ritiro dei ribelli huthi dai territori che hanno conquistato con l’offensiva del 2014 — nel settembre dello stesso anno era stata occupata anche la capitale Sana’a — e la restituzione delle armi pesanti. Il presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi ha respinto la Road Map sostenendo che si tratta di una deroga alla risoluzione dell’Onu. Dal canto loro, i ribelli huthi chiedono la sospensione dei raid della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che sostiene il presidente Hadi e la formazione di un governo di unione nazionale. Gli huthi hanno detto domenica che il piano offre un quadro di discussione ma comporta «degli squilibri di fondo» che vogliono evocare con il mediatore speciale dell’Onu. Esploso due anni fa, il conflitto yemenita ha causato finora — stando ai dati delle Nazioni Unite — almeno settemila morti.

Fonte: ww.osservatoreromano.va/it

Da perlapace


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