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Le responsabilità delle morti in mare

 

L’Italia, al di là della propaganda diffusa dai nostri politici nelle sedi internazionali, dove – a partire dal primo ministro – vogliono tutti apparire come ibridi fra Madre Teresa, Albert Schweitzer e Gandhi, è ferocemente ostile ai migranti e ai profughi e rende i loro viaggi della speranza sempre più difficili, stipulando accordi pubblici o segreti con le nazioni da cui salpano le “carrette del mare”. In Egitto è naufragato oggi un barcone con 600 persone a bordo, partito da Kafr el Sheikh verso le coste del nostro paese. Si registrano decine di morti che probabilmente, in base alle informazioni che trapelano, sono molti di più, rispetto ai dati ufficiali. Comincia lo scaricabarile delle colpe, che alla fine saranno gettate addosso come sempre a presunti “scafisti”, al proprietario del battello, ai trafficanti. Tutto vero: queste persone hanno pesanti responsabilità. Ma ne hanno altrettante coloro che conducono una terribile, impari guerra contro gli ultimi del mondo, esseri umani che posseggono solo la propria vita e un ultimo barlume di speranza.

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