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Il punto sullo strutto

 

Da sogno a sugna. L’ennesima decisione, stavolta renziana, di fabbricare il ponte sullo stretto oggi ci viene propinata, infatti, come grasso che cola sull’occupazione (provvisoria) per ben centomila individui del settore edile che evidentemente oggi, senza quel ponte, sono senza lavoro. Per i restanti agglomerati  di centomila fino alla concorrenza degli italici milioni disoccupati, cosa si ha intenzione di pontificare? Strutture sanitarie, scolastiche, sociali nella loro poliedricità, affidate direttamente alla genialità di  Calatrava, oppure si pensa di passare direttamente al camminamento sulle acque di Christo?

Quando, e se, arriveremo a un capo di governo che invece penserà esclusivamente a stare con i piedi ben piantati sulla terra, anzi meglio, sul territorio, si scoprirà finalmente che il nostro è territorio unico al mondo per raccogliere succulenti frutti di terra, mare, cielo, storia, arte, cultura e, proprio perché unico, fonte inesauribile per occupare a tempo indeterminato milioni e milioni di italiani che, accudendolo e amorevolmente allevandolo, ricaverebbero un PIL ben superiore a qualunque altro Paese europeo ed extraeuropeo. Ma a questo territorio servono menti traghettatrici, mica faciloni che sanno solo pontificare…

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