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Le Kayayo, schiave antiche in un’Africa in trasformazione

 

Pubblichiamo alcune immagini tratte da un Reportage fotografico di Matteo Carzaniga. Le immagini sono accompagnate da un testo, anche questo a sua firma, che “introduce” al mondo delle kayayo. Le kayayo sono ragazze e donne giovanissime che vivono ai margini delle grandi città ghanesi: ad Accra, la capitale del Paese, Kumasi, capitale della Regione Ashanti e altri grandi centri. Vivono trasportando pesi sulle loro teste, da un mercato all’altro; da una stazione dei bus all’altra; e verso le costose auto e abitazioni di gente benestante. Bianchi o africani.

[Matteo Carzaniga, architetto, è nato in provincia di Monza e Brianza, Italia, nel 1979. Dopo la maturità scientifica ha conseguito la laurea al Politecnico di Milano. Negli anni ha seguito vari corsi di fotografia che lo hanno portato ad appassionarsi alla fotografia di reportage, sociale e di eventi. Ama esplorare e lasciarsi trasportare nei luoghi che visita, sempre alla ricerca del racconto di storie e culture differenti.
Premi: 1° premio concorso fotografico “DO RE MI … CLICK 2015”; 1° premio concorso fotografico “Festival della cultura psicologica 2013″; Finalista al concorso fotografico ” Picture 2050 – Living well in the limits of our planet” promosso dall’agenzia europea per l’ambiente .
Mostre: personale “Mazurka fotografica” ubicata al Gogol’Ostello, Milano – 2014; Mostra collettiva “Reportage” ubicata a Bottega Immagine, Milano – 2014; Mostra collettiva “Portfolio” ubicata in Piazza San Paolo, Monza – 2013.]

Nella folla si intravede solo il largo cesto di metallo pieno di frutta e verdura che va zigzagando per il mercato di Madina.
Habiba, 18 anni, segue il suo cliente, riempie della nuova mercanzia il cesto che porta in testa  e con un gesto di equilibrio prosegue verso la prossima bancarella.

Alla fine della giornata avrà guadagnato 30 cedi (circa 7 euro) e insieme alle sue compagne si potrà finalmente riposare sotto una delle tettoie pubbliche del mercato o se è più fortunata andare verso la sua casa baracca nel ghetto.

Habiba è una delle tante Kayayo che attualmente vivono e lavorano ad Accra. Grossisti, commercianti e acquirenti le assumono per spostare le merci pesanti nelle intricate via dei mercati, trasportando qualsiasi cosa verrà chiesta loro. “Kaya” significa carico e “Yei” (o “Yo”) significa donna.

Molte di queste giovani donne migrano dalle zone più povere del Nord del Ghana alla ricerca di un lavoro che sovente trovano nei mercati delle grandi città di Kumasi e Accra, ma non solo. Si stima ci siano 160.000 Kayayo nella sola capitale, e che ogni anno ne arrivino 15.000.

Alcune iniziano a lavorare giovanissime e al loro arrivo in città non hanno neppure un posto dove dormire, perciò per proteggere loro stesse, dormono in gruppo, dove comunque sono esposte ad abusi. Quando riescono a mettere da parte dei soldi, spesso intraprendono il viaggio verso Nord, per portarli alle loro famiglie, prima di tornare nuovamente alla dura vita di città.

Da vociglobali

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