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Il contratto di lavoro e la tutela legale dei giornalisti

 

Contratto di lavoro, leggi sull’editoria e sulla diffamazione: un autunno di attese per il mondo dell’informazione. La nota dolente della mancata garanzia dell’assistenza in giudizio

Dopo l’estate i giornalisti italiani avranno alcune risposte ai loro problemi. Il nuovo contratto nazionale di lavoro e la legge sull’editoria sono le più attese. Regolamenteranno meglio, si spera, grandi questioni. Pensioni. Retribuzioni. Occupazione. Finanziamento delle imprese editoriali e così via. Si fa prima a dire che cosa probabilmente non ci sarà all’interno di queste matrioske. Certamente due cose:

  • l’obbligo dell’editore di fornire assistenza legale a quegli autori di notizie pubblicate chiamati a rispondere davanti ai giudici del reato di diffamazione o di altri reati e illeciti non dolosi in merito al reperimento delle informazioni e alla loro trattazione;
  • un freno per mettere fine all’uso spregiudicato della querela e della cause per diffamazione a scopo di intimidazione e censura.

FNSI e FIEG si scambiano da mesi bozze di lavoro sul nuovo contratto collettivo di lavoro. Circolano indiscrezioni poco rassicuranti che la FNSI definisce non attendibili. Nulla spinge a immaginare che si stia finalmente inserendo nel contratto il benché minimo accenno a una garanzia di tutela legale. Ma si può ancora sperare che questa tutela possa spuntare all’ultimo momento, come un fungo, perché ce n’è proprio bisogno.

Diversamente bisognerà potenziare lo Sportello Legale di Ossigeno e mettere in campo altre iniziative in grado di raccogliere le risorse necessarie per garantire ai colleghi di difendersi. Ormai soltanto una esigua minoranza ha questa garanzia dall’editore e soltanto Ossigeno offre assistenza legale gratuita a quei giornalisti che ne sono privi, che hanno poche risorse e che non potrebbero permettersi di pagare un avvocato e le spese di giudizio per dimostrare la correttezza di ciò che hanno scritto. La tutela legale ha a che fare con il livello di libertà di informazione.

Della legge sull’editoria, approvata a marzo dalla Camera e ora in attesa del voto del Senato, si sa tutto. Si sa che  non prevede alcunchè per la tutela legale e le querele temerarie. Ma allora, quando si riuscirà a offrire soluzioni a questi problemi? Secondo alcuni subito dopo l’approvazione della legge sull’editoria, che ne sarebbe la premessa. Speriamo proprio che sia vero, ma forse non basta. Il progetto di legge che dovrebbe abolire il carcere dorme da oltre un anno in Parlamento. E’ stato imbottito di altre misure che renderebbero ancor più difficile pubblicare notizie. E’ ormai inservibile per lo scopo per il quale fu presentato A questo punto, forse non è un danno che resti nel cassetto.

ASP

Da ossigenoinformazione

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