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La jihad africana, da disagio marginale a minaccia strategica

 

Traduzione a cura di Benedetta Monti, dall’articolo originale di Medhane Tadesse pubblicato su Pambazuka News].

La lotta contro l’attuale minaccia potrebbe avere successo aumentando il potenziale degli Stati africani, in modo da diminuire la vulnerabilità alla radicalizzazione e alle entità non statali violente. Radicalizzazione che spesso attrae i musulmani in quanto si sposa con le loro personali esperienze di esclusione economica e discriminazione.

La radicalizzazione e l’estremismo violento non sono una novità in Africa, ma negli ultimi due decenni questi aspetti hanno subito una significativa evoluzione. Non si tratta solamente di un riflesso dovuto all’inventiva e allo spirito di adattamento dei gruppi jihadisti, ma rappresentano il culmine di tendenze globali e storiche di più lungo termine, perché hanno continuato a diffondersi basandosi sul declino economico, sul populismo morale, sui collegamenti internazionali e sulla vulnerabilità dello Stato. Infatti proprio tra queste variabili si possono trovare le fonti maggiori e persistenti dell’estremismo violento ma anche le sue soluzioni.

In Africa ci sono vaste zone in cui l’amministrazione statale regolare è stata sospesa o contestata in maniera violenta, a volte per lunghi periodi. Molte aree del continente continuano ad attrarre gruppi jihadisti internazionali e locali, che potrebbero diventare una sorta di parassiti nei conflitti armati, sfruttando l’aspetto ideologico delle tensioni locali. Per quanto la radicalizzazione si avvalga di un fertile terreno interno, le radici ideologiche e il supporto finanziario dei gruppi estremisti violenti si trovano al di fuori della regione, e dato che qualsiasi politica riguardo alla radicalizzazione e all’estremismo violento ha avuto come conseguenza che tali problemi siano stati ignorati, è improbabile che la politica raggiunga gli obiettivi prefissati. C’è quindi la necessità di un approccio più sofisticato e meno generalizzato… continua su vociglobali

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