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Crisi dei migranti, negoziati difficili sulla gestione dei flussi

 

BRUXELLES – A Bruxelles qualcosa si sta muovendo. Infatti, i 28 big sembra abbiano trovato nella notte – sebbene in linea di massima – un accordo comune sulla crisi dei migranti anche se il  negoziato “turco” è ancora in via di discussione. 

Stamani l’offerta di accordo verrà presentata a Davutoglu, dopodiché inizieranno i negoziati tra i capi di Stato e di governo europei per tentare di arrivare ad un’intesa, che dovrebbe consentire di rimandare profughi e migranti arrivati irregolarmente dalla Grecia in Turchia e di reinsediare nell’Ue profughi siriani provenienti da quel Paese, in ragione di un siriano reinsediato per ogni siriano riaccolto da Ankara. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto al termine della riunione che “i negoziati domani saranno tutt’altro che facili, ma tutti vogliono portare avanti trattative che producano risultati, in una atmosfera costruttiva”. Tecnicamente, i leader dovrebbero diffondere al termine dell’incontro una dichiarazione congiunta, se tutto andrà bene. “L’offerta che la Turchia ha messo sul tavolo – ha aggiunto la Merkel – è uno strumento valido” per affrontare la crisi dei migranti, ma “ogni rifugiato dovrà essere valutato con una procedura individuale e per fare questo occorrono forze e personale. Per renderlo possibile, del personale dovrà essere mandato sulle isole greche, con il consenso della Grecia. Con l’aiuto dell’Ufficio di asilo europeo tutto questo verrà coordinato”.

“Per la liberalizzazione dei visti che la Turchia vuole avere molto velocemente – aggiunge la cancelliera – gli standard del diritto internazionale dovranno essere incorporati nella legislazione turca” e “tutti i 72 benchmark dovranno essere implementati”. Naturalmente, vista “la situazione in cui si trova, la Grecia va supportata, fondi saranno necessari per fornire un tetto ai rifugiati”. La Merkel ha ricordato, con un riferimento all’Italia, anche che “dobbiamo essere anche vigili nel Mediterraneo Centrale, per gli arrivi dalla Libia”. Tra i leader europei “l’atmosfera generalmente era molto costruttiva. Dobbiamo mettere tutto il nostro impegno per trovare un accordo con la Turchia”. Quanto ai fondi, ha concluso la Merkel, “c’è la disponibilità a mettere più risorse” a disposizione della Turchia, fondi “che – ha precisato – verranno utilizzati esclusivamente per aiutare i rifugiati siriani”. Riguardo al previsto avvio del reinsediamento dei migranti dalla Turchia nell’Ue, “non stiamo parlando di settimane: tutto deve essere fatto rapidamente, anche se non abbiamo fissato date”. 

Il presidente francese Francois Hollande ha riferito di aver avuto un incontro, insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel, con il premier greco Alexs Tsipras, “per ricordare che è in Grecia che la crisi dei rifugiati è più acuta oggi, in particolare dopo la chiusura della rotta dei Balcani. Sia io che la cancelliera abbiamo detto a Tsipras che intendiamo sostenere la Grecia”. “Probabilmente a mezzogiorno di domani (oggi per chi legge, ndr) – ha aggiunto Hollande – la bozza di accordo verrà sottoposta al Consiglio. L’accordo deve essere complessivo: la Turchia riaccetterà i migranti che viaggiano attraverso la Turchia verso Grecia e, se non sono nella posizione di essere accolti, verranno rimandati indietro e, nello stesso tempo, l’intesa consentirà di reinsediare rifugiati siriani in Europa”. Hollande ha sottolineato di aver “insistito perché questo venga fatto nel rispetto del diritto internazionale, del diritto di asilo e delle procedure esistenti”. E la Turchia “deve rispettare i suoi impegni”. E’ importante, ha continuato il presidente transalpino, “che la Grecia abbia hotspot con le necessarie risorse per operare: forniremo esperti, dalla Commissione e dalla Frontex. I migranti e i rifugiati devono stare negli hotspot il tempo strettamente necessario. 

Sul ricollocamento dalla Grecia e sul reinsediamento dalla Turchia ci sono già piani approvati: la Francia rispetterà i suoi impegni. La Turchia, da parte sua, deve combattere i trafficanti, affinché non aumentino i flussi”. Sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, anche Hollande ha rimarcato che “tutti i 72 requisiti” previsti dalla procedura “devono essere rispettati” da Ankara. “Anche se capiamo la volontà della Turchia di difendersi dal terrorismo, non accetteremo alcun compromesso sui diritti umani e sulla libertà di stampa”, ha aggiunto il presidente francese. Trovare un accordo tra i leader dell’Ue, ha proseguito Hollande, “ha richiesto un po’ di tempo e di negoziati. Naturalmente, non posso garantire che ci sarà un risultato positivo”. Ma “lasciatemi essere franco: anche se avremo un accordo e se viene implementato, cosa che richiederà molte risorse, se non affrontiamo le radici del problema, cioè la situazione in Siria, ci saranno sempre profughi da quel Paese. E anche in Libia: se non torna la sicurezza in Libia, vedremo altre persone arrivare in Europa”. Insomma, “anche se ci sarà un accordo con la Turchia, non metterà fine” alla crisi dei migranti.

Da dazebao

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