Consolo e i Nebrodi (e la Sicilia e il Mondo)

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L’altro ieri, gli studenti delle scuole medie superiori hanno ricordato Vincenzo Consolo, a ottantatré anni dalla nascita e a cinquantatré dal suo romanzo d’esordio, Ferita d’Aprile, al Castello Galego nella sua natia S. Agata Militello.

Studenti, sindaco, assessori, la parte colta dei santagatesi hanno avuto modo di vedere il video, prodotto dal Centro studi Pio La Torre, “ Vincenzo Consolo e i Nebrodi” e hanno partecipato alla premiazione degli studenti che si sono cimentati nella recita dell’Atto unico di Consolo “Pio La Torre, orgoglio di Sicilia”, suo ultimo  scritto donato al Centro.

Vincenzo Consolo è uno dei grandi del Novecento che, assieme a Gesualdo Bufalino e Leonardo Sciascia, ha saputo usare la storia della Sicilia per scrutare l’Italia, risalendo dalle profondità del passato sino ai drammi del presente. Gli studenti siciliani, italiani ed esteri, i detenuti del Pagliarelli, i giovani del Centro diurno di recupero, che hanno interpretato nel corso di questi anni l’Atto unico, tramite il lavoro educativo del Centro, hanno scoperto una parte della storia contemporanea del nostro paese. Hanno appreso la lettura che ha fatto Consolo della questione meridionale e del movimento contadino, che ha forgiato la modernità del Sud, dei drammi della disuguaglianza, dell’ingiustizia sociale e del ruolo oppressivo del sistema politico mafioso. Fenomeni osservati e descritti da Consolo, scrittore etico e d’impegno civile che ha perseguito in tutta la sua vita l’emancipazione dei deboli  e l’utopia del cambiamento.

Ai giovani è pervenuto il messaggio che del grande scrittore possono e debbono farne uno strumento di crescita civile e culturale di S. Agata, dei Nebrodi, del Paese. L’Autore ha creato un suo originale linguaggio letterario come strumento di lotta al potere e per il cambiamento, ha indicato un percorso culturale e civile. Lo sappiano usare anche le nuove generazioni per costruirsi un futuro migliore di quello che oggi li attende.

La descrizione dell’Autore della Sicilia del dopoguerra e di quella risorgimentale, dagli eccidi di Bronte e Alcara Li Fusi sino ai delitti e alle stragi di mafia, da Portella a Carmelo Battaglia sino alle stragi degli anni ottanta e novanta, impone ad ogni uomo l’obbligo della scelta etica: con chi stare? Con i deboli e gli sfruttati o con gli sfruttatori che non esitano a usare anche la violenza mafiosa? Con la guerra o con la pace, che portò Consolo e tanti uomini e donne di Sicilia, d’Italia e d’Europa ad opporsi ai missili a testata nucleare a Comiso e in Europa?  Lotta storicamente vittoriosa perché la base missilistica di Comiso è diventata un moderno aeroporto intitolato a Pio La Torre che pagò con la vita anche per questa battaglia.

Le istanze avanzate dai giovani dei Nebrodi è stata colta prontamente dai più attenti amministratori democratici della zona, dal sindaco e dalla giunta comunale di S.Agata che sono impegnati a intitolare uno spazio pubblico importante a Consolo, dal Parco dei Nebrodi e dal Gal che ha patrocinato il video.

Infine, i Nebrodi hanno visto nascere e crescere due grandi della letteratura del secondo novecento: il poeta Lucio Piccolo e lo scrittore Vincenzo Consolo. Questi grandi possono diventare la base per costruire un Parco letterario che, esteso ad altre personalità e ad altri percorsi come la Fiumara d’arte, il Parco dei Nebrodi, darebbe un’impronta culturale di valore universale e nuove possibilità di sviluppo a un territorio scrigno della Sicilia.

Sarebbe il modo migliore di omaggiare quei moderni Ulisse che sino alla fine della loro vita hanno ricercato la loro Itaca perduta: l’utopia del progresso legato alla libertà dal bisogno e da ogni mafia.


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