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Babbo Fatale elfi e selfie

 

Il babbo di Matteo capo di governo non è socio del Rosi ex presidente banca Etruria. L’eventuale fil rouge che collegherebbe i due potrebbe al più riferirsi a partecipazioni societarie o giuridiche affinità, assolutamente trasparenti e dunque legittime in (questo) stato di diritto. Al momento i giornali che ne stanno parlando è indubbio che titillino la corrispondenza di odiosi sensi, ma per giungere a titillare indagini d’ufficio serve ben altro. In ogni caso il titolo (e titillo) è buono per gli “aspettando, godo”. E’ doveroso aprire parentesi in onore della Leopolda. Si chiama così perché fu Leopoldo II (di fatto ultimo granduca di Toscana) a farla costruire attorno al 1840. Quell’uomo  sì che si distinse per l’impegno riformatore! Nel 1847 concesse la libertà di stampa e subito dopo la Costituzione. Questoqui del 2015 ha censurato la libertà di stampa e, quanto a Costituzione, stiamo ancora aspettando che nomini i giudici mancanti. Chiusa parentesi.

Diverso assai è per il babbo Boschi i cui fil rouge s’agganciano a certi provvedimenti di governo -ove la figlia giustappunto e pertanto non partecipò- palesemente conflittuali (ché il precedente ventennio qualcosa ci insegnò). Tuttavia, date le indigene gimkane legislative supportate da pedisseque dottrine  giurisprudenziali, oggi “quei” conflitti paiono ancora non far testo.

Non è tutta cacca ciò che puzza  così come non è tutto oro ciò che riluce: vero.

Già, ma ciò che emana cattivo odore in ogni caso  è sempre sgradevole, se non addirittura venefico, a differenza dell’effimera luce di un coccio o di un selfie.   Nel caso specifico dell’elfa ministra la puzza, oltre che persistente, è soprattutto istituzionale…

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