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Venezia. Grandi Navi. Adriano Celentano querelato dal TAR

 

Il cantante aveva definito “miserabile” la decisione di sospendere i limiti di navigazione nel Canale della Giudecca. Il commento di Ossigeno

Il TAR del Veneto ha querelato il cantante Adriano Celentano che, con un articolo-filippica pubblicata il 20 marzo 2014 su “Il Fatto Quotidiano”, per difendere Venezia dai suoi “nemici”, in particolare dal pericolo insito nel transito delle grandi navi da crociera nel canale della Giudecca, aveva accusato il Tribunale Amministrativo Regionale di aver «distrutto Venezia» e di essersi rivelato «miserabile», “il nemico più feroce”della città lagunare. Celetano si riferiva all’ordinanza emessa tre giorni prima dal TAR del Veneto che aveva sospeso i limiti imposti dalla Capitaneria di Porto alla circolazione delle grandi navi da Crociera (vedi).  Il giudizio del cantante è stato ritenuto offensivo dal giudice del TAR Roberto Vitanza che, dopo 17 mesi, ha querelato per diffamazione Adriano Celentano.  La notizia è stata diffusa dei giornali il 10 agosto 2015. (Vedi “La Nuova Venezia” del 10 agosto 2015).

Secondo il giudice Vitanza «non corrisponde al vero che esista un decreto che vietava il transito alle navi, ma il decreto al quale si faceva riferimento era solo un’ipotesi subordinata alla preventiva individuazione delle vie alternative per l’approdo delle navi a Venezia».
Invece «nell’articolo Celentano attribuisce al Tar del Veneto la diretta responsabilità per non aver impedito passaggi marittimi alle grandi navi». Un divieto che non poteva essere imposto.  quindi Celentano avrebbe “manipolato e alterato la notizia e rappresentato nell’opinione pubblica l’esercizio, da parte del giudice amministrativo, di una distorta e inesistente potestà tale da aver consentito il passaggio delle grandi navi».

L’ARTICOLO – Nel suo articolo, elencando quelli che considera i molti “nemici di Venezia”, fra i quali gli stessi veneziani, Adriano Celentano ha scritto: “Ma il nemico più feroce è il Tar del Veneto. Che in modo ottuso e spregiudicato ha dato torto ai tanti oppositori dello scempio Veneziano. Le gigantesche imbarcazioni non solo, secondo il MISERABILE Tar, devono continuare a sfilare davanti al Palazzo Ducale, ma a dispetto degli ambientalisti ha cancellato anche il decreto che vietava il passaggio sulla Laguna alle navi che superavano le 40mila tonnellate. Purtroppo il MISERABILE deve aver deciso che più le navi sono pesanti, e meglio è per Venezia e la grande sciagura stabilita da coloro che stanno tentando di assassinarla.”

Successivamente, il 26 novembre 2014, il TAR del Veneto ha deciso la questione con una sentenza che ha riammesso le grandi navi, annullando l’ ordinanza della Capitaneria di Porto di Venezia (la n. 153/2013, in applicazione dell’art. 3 del decreto interministeriale n. 79/2012) aveva limitato il transito nel canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 GT.

COMMENTO – Ossigeno considera un esempio del clima di intolleranza che alimenta le querele facili la denuncia per diffamazione presentata dal giudice del TAR del Veneto contro Adriano Celentano. Purtroppo questo clima  si è instaurato da tempo in Italia e limita la libertà di espressione e il diritto dei cittadini di essere informati e di conoscere anche le opinioni più critiche. Nelle società democratiche le sentenze dei giudici vanno rispettate, come tutti gli atti pubblici, ma possono essere criticate dai cittadini, anche con espressioni colorite. I giudizi non condivisi dovrebbero essere confutati da altre opinionie e le informazioni ritenute imprecise o incomplete dovrebbero essere corrette con fair play, ricorrendo alla rettifica, lasciando ai giudici il compito di intervenire solo nei casi in cui c’è evidente malafede.
EP ASP

Da ossigenoinformazione

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