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Muri ai clandestini e porte chiuse ai razzisti. Gira che ti rigira siamo tutti intolleranti

 

Dopo il muro anti profughi, proposto dal sindaco di Albettone,  ecco le porte chiuse ai razzisti, di don Formenton, e il web si scatena. Una vera e propria battaglia a suon di mi piace e retweet è partita sui social network. Tutti contro tutti e in realtà non si capisce chi è il razzista e chi è il più razzista. In fondo noi italiani siamo un popolo di #nonsonorazzista #mastesseroacasaloro. Siamo tutti intolleranti. Anche il semplice cittadino che si professa anti razzista gli immigrati non ce li vuole sotto casa, non sopporta il frastuono del bar figuriamoci di “quattro ragazzacci nullafacenti che rubano i soldi allo stato italiano”. Poche sono in realtà le persone che fanno sentire integrati i migranti giunti sulle nostre coste attivando  politiche di accoglienza e lasciando una luce sempre accesa sulle periferie dimenticate.

Ma quali sono i diritti di queste persone dimenticate da tutti? Ma dov’è la legalità? Ma soprattutto, dov’è l’umanità? Stiamo diventando esseri non pensanti che guardano il mondo  alla finestra e non osano mettere piede fuori dall’uscio di casa per paura di venire a contatto con la realtà. Un'”amara” realtà che ci ricorda ogni giorno che siamo tutti uguali e che non c’è differenza di colore, religione, stato sociale è solo questione di fortuna. C’è chi vive in tenda e chi in villa, chi in auto e chi in strada. Nessuno ci chiederà mai di cedere le nostre case o i nostri privilegi a chi è stato meno fortunato di noi, ma almeno apriamo gli occhi e incontriamoci. Il mondo è un grande open space che ci mette tutti in dialogo basta solo guardarsi intorno.

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