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Strage di profughi in mare: La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) attraverso il suo progetto “Mediterranan Hope” rilancia con forza la strategia dei corridoi umanitari

 
“L’Unione Europea istituisca corridoi umanitari a partire dalle ambasciate, per permettere ai richiedenti asilo di viaggiare in sicurezza. Se condivisa a livello europeo sarebbe un’operazione assai meno onerosa di Mare Nostrum o di Triton”: così Paolo Naso, coordinatore della Commissione studi FCEI
“Da mesi, come Mediterranean Hope (MH), avanziamo una proposta e siamo pronti a dare il nostro contributo attivo e diretto: l’idea – accolta da ampi settori del mondo delle associazioni, delle comunità di fede e di alcuni settori politici – è quella di aprire dei corridoi che consentano ai profughi di ottenere una protezione umanitaria presso le ambasciate europee e quindi di viaggiare in condizioni di sicurezza”. Lo dice Paolo Naso, coordinatore della Commissione studi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in un articolo pubblicato oggi sul sito di MH dal titolo “Dove sono tuo fratello e tua sorella?”. La citazione è biblica e si rifà alla domanda che Dio rivolge a Caino riguardo a suo fratello Abele (Genesi 4:9), e noi, “come Caino, rispondiamo che non lo sappiamo. Ma non ci rassegniamo ad essere dalla parte di Caino, noi che ci identifichiamo con Abele e con le vittime”, si legge nell’articolo.

Di fronte al rimpallo delle responsabilità per le stragi di profughi in mare – l’ultima ha causato la morte di 900 uomini, donne e bambini – MH rilancia con forza la necessità di istituire dei canali umanitari: “Se condivisa a livello europeo – scrive Naso – sarebbe un’operazione assai meno onerosa di Mare Nostrum o di Triton; ripartendo i profughi tra vari paesi europei, i numeri sarebbero assolutamente sostenibili e gestibili. Parliamo infatti di decine di migliaia di persone per ogni paese, niente di più. Infine, si sottrarrebbero risorse finanziare ai trafficanti e alle centrali politiche o affaristiche che li controllano”.

Una proposta concreta, nel campo dell’assolutamente fattibile, quella avanzata da MH, se soltanto l’Unione Europea ritrovasse “la sua coscienza e la sua anima più profonda che non è solo stabilità finanziaria e burocratizzazione legislativa”, dice Naso, concludendo:”Tutto questo è tanto più sostenibile quanto più sarà l’Europa a farsi carico di una nuova fase dell’azione umanitaria di soccorso dei profughi. Da sola l’Italia non può farcela, come non ce la possono fare i paesi più esposti agli approdi fortunosi dei profughi”. Ma ce la può fare quell’Unione “nata nel sogno della pace e della libertà, valori che non finiscono a Lampedusa. Serve una parola d’ordine comune e condivisa. La nostra è ‘corridoi umanitari'”.

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