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Censura, il rapporto di Article19

 

Article 19 è un’organizzazione indipendente che, rifacendosi al corrispettivo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, opera per la difesa e il riconoscimento delle libertà di stampa ed espressione. Le tematiche affrontate e il desiderio di dar voce a soggetti solitamente costretti al silenzio, rendono Article 19 una sorta di proiezione internazionale di Articolo 21. Entrambe le associazioni combattono infatti battaglie affini, dedicandosi alla sostegno del libero pensiero e alla denuncia e protezione contro le limitazioni dello stesso.

Article 19 “sogna un mondo in cui le persone possano esprimere liberamente le proprie opinioni, partecipare alle decisioni collettive ed essere informate su quanto accade nelle loro vite”. Fondata nel 1987 dal filantropo statunitense J. Roderick MacArthur , oltre a poter contare su diversi uffici sparsi in ogni continente, è attualmente registrata e riconosciuta in Regno Unito, Bangladesh, Brasile, Kenya, Messico, Tunisia e U.S.A.

Tra le tante campagne portate avanti, “Estado anual de Censura” rappresenta un’ importante testimonianza sulla corruzione e il clientelismo del Messico, non a caso situato al 149° posto (su 180) del Press Freedom Index 2015 stilato da Reporters Sans Frontieres.  Il reportage di Article 19 è un susseguirsi di statistiche che condannano i primi due anni del governo Peña Nieto. Nel solo biennio si è registrato un aumento dell’80% per quanto riguarda le varie forme d’aggressione contro la libertà d’espressione. I numeri parlano di un comunicatore (giornalisti, blogger…) aggredito ogni 26.7 ore; tra il 2013 e il 2014 sono morti 9 giornalisti, mentre di altri quattro si sono perse le tracce. La censura si manifesta sotto varie forme di repressione: 150 giornalisti sono stati aggrediti fisicamente, 48 minacciati, 46 intimiditi e 41 detenuti.

Denominatore comune di tanta violenza è la costante impunibilità dei crimini. Gli organi incaricati, la procura di giustizia e soprattutto le forze di polizia non sembrano interessate ad arginare questa tendenza. Dei 326 attacchi contro giornalisti e responsabili dei mezzi di comunicazione, nessuno è mai stato perseguito penalmente. Lo stato, attraverso il suo “non-operato”, ha indotto i cittadini a vivere nel timore e nell’auto-censura, limitando e talora rinunciando alla possibilità di esprimere liberamente la propria opinione.

Articolo21 approva e sostiene l’impegno di Article19, affiancandosi nella battaglia per l’affermazione della libertà di stampa ed espressione e continuando a ricordare l’importanza per ciascun individuo di poter informare ed essere informato nel rispetto dei propri diritti fondamentali.

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