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Arci: La responsabilità è delle politiche di chiusura delle frontiere di Italia ed Europa

 

Con un minuto di silenzio, il Consiglio nazionale dell’Arci, riunito a Roma il 18 e 19 aprile, ha voluto esprimere il suo dolore e cordoglio per l’ennesima strage che si è consumata questa notte nel Mediterraneo, al largo delle coste libiche e a 120 miglia dalle coste italiane di Lampedusa.

Le prime informazioni parlano di 700 morti.  Se fossero confermate, si tratterebbe della più grande tragedia mai avvenuta in mare. Una tragedia che ha responsabilità precise nelle scelte compiute dalle istituzioni italiane ed europee, che continuano a perseguire politiche di chiusura ed esternalizzazione delle frontiere e che, con Triton, hanno deciso di mettere in campo un’operazione finalizzata al solo controllo, anziché allargare a tutto il Mediterraneo un’azione di ricerca e salvataggio, quale è stata Mare nostrum, che ha consentito a tante persone di essere messe in salvo.

Quando si capirà che il flusso di migranti non si fermerà né dinanzi alle vessazioni dei trafficanti di morte né di fronte ai pericoli di traversate su barconi stracolmi e insicuri?
Quanti morti ancora ci dovranno essere perchè si decida di accogliere la  richiesta dell’apertura di canali di ingresso umanitari, offrendo vie sicure di fuga a chi scappa da guerre e violenze?

Ogni minuto perso, accresce responsabilità che ormai sono chiare a tutti. Chiediamo al governo, in attesa che si arrivi ad un’azione  congiunta con l’unione Europea, di ripristinare immediatamente Mare Nostrum. Da parte nostra, oltre a continuare in un’opera instancabile di denuncia, destineremo parte del ricavato della raccolta del 5 per mille alla costituzione di un fondo di sostegno alle famiglie delle vittime.

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