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Renzi e l’Orso. Caffè del 2 marzo

 

Ognuno è misura di tutte le cose… Sì, lo so, Protagora diceva l’uomo. La differenza è di taglia. Però,nella crisi, ciascun uomo ritiene di riassumere in sè ragioni e dolori dell’umanità intera. Così Giachetti, con seguito di droni renziani, vorrebbe cacciare le minoranze Pd perchè non ostacilino il salvatore. 5Stelle e ex Pd pretendono che chi sta in Parlamento faccia cadere il governo, senza dire per fare cosa e con chi. Poi ci sono gli abilitati, illusi e traditi che leggono merito e capiscano abuso, sulla loro stessa pelle. Gli esodati, che si sentono, e sono, metafora dell’esclusione Ci sono, anche a sinistra, quelli che diffidono dei migranti, perchè sono diversi. Quelli che temono i fascisti nostrani più di Jihadi John. Quelli che hanno letto due libri (di economia, non di diritto nè di storia) e dicono come Josè Arcadio Buendia: Hoc est simplicissimum, basta uscire dall’Euro! Quelli che invece leggono il Sole e vedono la luce in fondo al tunnel. Tutti questi uomini, così diversi e così simili, hanno buone ragioni per non sopportare il mio poverò Caffè. Non li soddisfa, non gli offre la soluzione desiderata e dunque gira intorno al problema, per viltà o sordido interesse personale.

Comincio a credere che i social network non siano luogo adatto per diffondere queste note che provano a fare i conti, ogni giorno, con la complessità.  Operazione illuminista e politica, ma non nel significato che oggi si dà alla politica come contesa da stadio tra giallorossi e juventini. A proposito, mio figlio m’ha pagato il biglietto in curva, ma non mi tengo ancora bene in piedi e forse dovrò rununcuare.

Basta. La notizia oggi è russa. “Un oppositore di Putin assassinato ai piedi del Krenlino”, Le Monde. “Migliaia in marcia per piangere Nemtsov che criticava Putin ed è stato assassinato”, Financial Times. “L’opposizione a Putin si rafforza con una grande marcia di protesta”. El Pais. “L’opposizione sfida Putin: ora non ci fai più paura” La Stampa. Mentre il Corriere della Sera denuncia, con Panebianco, “le relazioni imbarazzanti” degli amici italiani di Putin. E, con Severgnini, “Il fiore di Renzi (da spiegare)”, si chiede perchè l’ambasciatore italiano non sia già andato, insieme a quelli di Francia e Germania a deporlo quel fiore, sul luogo dell’attentato, il giorno stesso della protesta.

Renzi va a Mosca per chiedere aiuto. La Russia serve per la guerra contro i tagliagola giunti fino in Libia, a due passi dalle nostre coste. Putin può togliere il blocco che paralizza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Putin può orientare il generale egiziano Al Sisi, può dare a Obama il coraggio di osare nonostante stia per partire in America la lunga battaglia per la scelta del suo successore. Ma Putin non è il nemico peggiore dell’Occidente? Questo ha detto un imbecille che fa funzioni di ministro nel governo di sua Maestà britannica. E Putin è certamente il capo di una democrazia autoritaria che in nome della родина (rodina: patria) accetta l’eliminazione fisica degli oppositori.

Che fare? Darci una politica estera europea. Primo: niente armi Nato al confine con la Russia. Secondo: Autonomia federale alle popolazioni russofone dell’Est,collaborazione economica, in Ucraina, tra Europa e Russia. Terzo: fine delle sanzioni alla Russia ma chiedendo in cambio un rispetto dei diritti civili e delle opposizioni di tipo europeo. Quarto: energico appoggio a Obama perchè respinga le pressioni di Netanyahu contro il negoziato con l’Iran. Quinto: riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, perchè al tavolo del negoziato bisogna spingerci gli Israeliani. Parlate d’altro, se preferite, e lasciatemi alla mia pazzia.

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