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Ancora B? Stento a crederci. Caffè del 12

 

Con generosità letteraria Maurizio Crozza ha ribattezzato l’Italia: “Paese delle meraviglie”. Certo è un paese che ama le fiabe. Come quella che a Berlusconi l’avrebbero rovinato i giudici. E i complotti. Il Giornale: “Questa donna (Bocassini) ha rovinato il Paese”. La Stampa: “Con l’assoluzione torno in campo”. Repubblica: “Torno per vincere”. Libero: “Quanto ci è costato il processo a Berlusconi”. Corriere: “Berlusconi prova il rilancio”. Sono i giornali,sembrano  “Chi” o “Scherzi a parte”. Berlusconi vinse le elezioni del 2008 (contro il Pd a vocazione maggioritaria) e subito si ritirò sotto la tenda. Ne aveva le tasche piene di Fini e Tremonti, della Gelmini e di Letta. Gli interessavano i vertici (per fare cucù e raccontare barzellette), voleva spendersi per le grandi occasioni (terremoto, monnezza, Ponte di Messina, nucleare). Mentre il mondo affondava nella più grave crisi del secolo, B ripeteva “Non ci riguarda, è una crisi americana. Abbiamo la cassa integrazione. I ristoranti sono ancora pieni”. Chi lo cercava al telefono trovava “utente assente”, perchè non amava che lo disturbassero a villa Certosa. Mentre ad Arcore era un continuo entra ed esci (con la scorta complice o attonita) di magnacci, ricattatori, Tarantini, Lavitola e Minetti.

Dovunque in Occidente lo avrebbero cacciato per questo. Con o senza penetrazione di una danzatrice del ventre minorenne, con o senza telefonate a funzionari dello Stato perchè nascondessero le marachelle del capo del governo. Semmai un “complotto” l’ha ordito Napolitano, per tenere lontani da Palazzo Chigi i suoi ex compagni di partito (che riteneva immaturi). Prima ha protetto B dal rischio delle elezioni anticipate, poi l’ha sostituito con Monti, accogliendolo nella maggioranza. Se ancora si parla di lui, un grazie a Giorgio.  Quanto al ritorno o al rilancio: Alfano non si fida più, famiglia e imprese lo vorrebbero sodale di Renzi, Salvini lo ricatta, i pochi fedeli, naufraghi in Parlamento, tremano per i sondaggi, Renzi ha costruito un sistema con un solo astro al centro (Renzi), e intorno un pulviscolo di stelle cadenti. Auguri.

Il Fatto insiste: “Sfasciano la Costituzione e non sanno spiegare perchè”. Chi? Scalfarotto, Lauricella, D’Attorre. Non sanno spiegare perchè la Dc aveva scarso senso dello Stato, e il Pci poca dimestichezza con le democrazie liberali. Il Senato delle Regioni voleva essere la risposta al pericolo presidenzialista e bonapartista: meglio ancorare le istituzioni alla democrazia partecipata regionale! Legge maggioritaria? Certo, ce l’hanno (quasi) tutti. Ma il premio di maggioranza, 130 deputati in dono al primo partito votato, non c’è nel Regno Unito, nè in Germania, in Francia o in Spagna. Doppio turno? E come no! In genere serve per rendere meno spietato il sistema uninominale. Noi invece lo usiamo per scegliere il Premier, scimmiottando il sistema semi presidenziale francese ma senza neppure cambiare a forma del governo. Tanto nessuno capisce, vero Boschi?  Un Cuperlo molto duro ha chiesto ieri una notte della verità nel Pd e a Renzi. Civati ha rivendicato di non aver contribuito, con il suo voto, a sfasciare la Costituzione (se è per questo, Tocci, Chiti, Corsini, D’adda, io stesso, non avevamo votato queste riforme ben prima di lui). Però, per fermare la deriva plebiscitaria, o la “democratura” come dice Scalfari, o per ridurre il danno (io mi accontento), serve chiarezza e generosità. Serve ritrovarsi e dar battaglia.

Intanto Renzi chiede l’aiuto del Pd e del Parlamento per riformare scuola e Rai. Restano gli scatti di anzianità per gli insegnanti, resta l’intenzione di svuotare le graduatorie ad esaurimento, il resto della buona scuola, da delegare al governo. Anche la Rai, Renzi propone di ri-affidarla al governo. Si fa forte delle polemiche contro l’incadenza dei partiti e contro quel baraccone non-azienda mangia denaro pubblico. Che facciamo? Il mio amico Vincenzo Vita (che oggi incontro) ha un sogno e lo ha condiviso con Civati e Fratoianni: il vertice non sia scelto dal governo ma invece anche da collettivi femminili, associazioni per la legalità, ONG. In alto la bandiera. E poi?

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