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Il giuramento di Mattarella. “Sarò arbitro imparziale”

 
Nel discorso il neo presidente Sergio Mattarella si è a lungo soffermato sul tema della crisi e sulle ingiustizie da essa generate

ROMA – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha giurato questa mattina in Aula Montecitorio. La cerimonia si è svolta a partire dalle 10.00. All’arrivo, il neo presidente è stato accolto dalle presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Valeria Fedeli e con un lungo applauso dei grandi elettori.

“Giuro di essere fedele alla repubblica e di osservarne lealmente la costituzione”. Queste le prime parole pronunciate dal capo dello stato Sergio Mattarella nell’aula di Montecitorio.

Nel messaggio al Parlamento, il presidente è subito entrato nel vivo delle attuali problematiche legate al momento di crisi e ha quindi sottolineato la grande responsabilità del suo compito e, soprattutto, l’urgenza di dare risposte immediate e concrete al paese, rimarcando anche il suo ruolo di arbitro e garante della Costituzione.

“Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato”. “L’unità rischia di essere difficile, fragile e lontana, l’ impegno di tutti è a superare le difficoltà degli italiani” ha anche detto Mattarella. “La lunga crisi ha inferto ferite e prodotto emarginazione e solitudine, tante difficoltà hanno colpito occupazione e creato esclusione” ha sottolineato il neo capo dello Stato. “Al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita”. 

Quelli economici, ha continuato il capo dello Stato,  sono “punti di un’agenda esigente, su cui viene misurata la distanza tra istituzioni e popolo. Dobbiamo scongiurare il rischio che la crisi intacchi il patto sociale sancito dalla Costituzione”, sottolinenando che “L’urgenza delle riforme istituzionali e economiche deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla comunità”.

Mentre pronuncia il discorso, il capo dello stato perde poi per un attimo il filo, tradito dall’emozione. Ritrovato il punto, sorride al Parlamento che lo applaude.

“La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo”, ha così continuato il presidente, ponendo l’accento sull’importanza primaria che deve ricoprire la politica come servizio al bene comune e come condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni. “I cittadini chiedono trasparenza e coerenza nelle decisioni”. “Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del Capo dello Stato bel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. E’ un’immagine efficace. All’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro deve essere e sarà imparziale”.

Poi il neo presidente è tornato ancora sulle questioni più scottanti, facendo di nuovo riferimento al tema della crisi e alle difficoltà che stanno affrontando le famiglie e i giovani. La lunga crisi “ha aumentato le ingiustizie, ha generato nuove povertà’. Ha prodotto emarginazione e solitudine”. “Le angosce – ha  aggiunto – si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi. Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali”. Per Mattarella “sono questi i punti dell’agenda esigenze su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”.

Garantire la Costituzione “significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro”, aggiungendo, “Esistono nel nostro paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente. Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito”.

Infine il presidente ha parlato di terrorismo e di immigrazione sottolineando il ruolo fondamentale dell’Italia. “Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio Oriente e in Africa, fino ai tragici fatti di Parigi”.  “Il nostro Paese ha pagato più volte, in un passato non troppo lontano, il prezzo dell’odio e dell’intolleranza”.”Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore. La minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza”.

“Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case cercano salvezza e futuro proprio nell’Europa del diritto e della democrazia. E’ questa una emergenza grave e dolorosa che deve vedere l’Unione europea più attenta, impegnata e solidale”. Così il capo dello Stato sottolineando inoltre che “l’Italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori, ai vari livelli, per l’impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo”.

Dopo il giuramento alla Camera, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha passato in rassegna i reparti d’onore schierati in piazza Montecitorio. Quindi Mattarella ha raggiunto l’Altare della Patria per deporre una corona d’alloro alla tomba del Milite Ignoto. Accompagnato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, Mattarella, a bordo della Flaminia presidenziale, è  entrato  al Quirinale.

Da dazebao.it

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