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Xenofobia e islamofobia. Le conseguenze del 7 gennaio 2015 e la responsabilità dei media

 

Quali conseguenze porterà con sé l’attacco terroristico del 7 gennaio 2015? Su La Repubblica troviamo oggi una riflessione di Ilvo Diamanti, «Il buon esempio e la paura»:

In particolare, è prevedibile che questa vicenda contribuisca ad allargare i consensi delle forze politiche che agitano la paura degli stranieri e, insieme, l’islamofobia. Anzitutto, le Front National. Che, alle Europee, ha ottenuto oltre il 25%dei voti. Primo partito, in Francia. In Italia, la Lega di Salvini, anch’essa in grande crescita. Ormai vicina a Forza Italia, secondo i sondaggi condotti prima delle festività. Ma oggi, presumibilmente, anche oltre. Salvini, non a caso, è intervenuto immediatamente. In modo esplicito e aggressivo. Ha echeggiato Jean-Marie Le Pen, ancor più della figlia Marine.

D’altronde, dovunque, in Europa, la presenza dei musulmani, nella popolazione, è largamente sovrastimata (indagine Ipsos MORI). Non è, dunque, un caso che tanto il Fn quanto la Lega – “nazionalizzata” e personalizzata da Salvini – siano apertamente anti-europei. Perché i due sentimenti risultano strettamente connessi e reciprocamente intrecciati, non solo nelle strategie di questi (e altri) soggetti politici, ma anche negli orientamenti sociali. Non a caso, in Italia, fra coloro che percepiscono l’immigrazione come una minaccia, la sfiducia nella Ue cresce fin quasi all’80%. Cioè, oltre il doppio rispetto alla popolazione. Si tenga conto che si tratta di stime calcolate in base a sondaggi (di Demos) condotti oltre un mese fa. Quando la “paura degli immigrati” coinvolgeva circa un terzo degli elettori. Un dato, probabilmente, accentuato dagli avvenimenti recenti.

I rischi che accompagnano l’attentato di Parigi sono collegati in modo diretto alla percezione che i cittadini hanno di islam e immigrazione. Una percezione che è influenzata soprattutto da quanto assimilato attraverso i media. Leggiamo in un articolo di Alessandra Ballerini, a proposito del modo in cui migranti e minoranze divengono “mostri” agli occhi dell’opinione pubblica: «Questo succede ogni giorno ai migranti, ai rom, ai profughi, ai mussulmani, trasformati, troppo spesso, da cattivi giornalisti e pessimi politici, in mostri orribili e minacciosi. E questa violentissima trasformazione mediatica produce pregiudizi e istiga all’odio. […] A leggere in questi giorni di lutto e costernazione i titoli di certi quotidiani e ad ascoltare le farneticazioni guerrafondaie dei soliti politici xenofobi, si capisce che la strada contro l’odio e l’ignoranza è ancora lunga. I fanatici sono ovunque e come direbbe Amos Oz “riescono a contare fino a uno perché due è un’entità troppo grande per loro”».

Ribadiamo l’importanza, come fa Ballerini in «Le regole del giornalismo, la violenza e l’odio», del rispetto della Carta di Roma, affinché l’atto terroristico contro Charlie Hebdo non generi nuovo odio.

Da cartadiroma.org

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