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Intervista a Ignazio Marino: Roma non è una città di mafiosi

 

Ignazio Marino  interviene a tutto campo nella vicenda che colpisce pesantemente il comune Capitolino. Roma non è una città di mafiosi ma di persone per bene e noi abbiamo fatto emergere il malaffare e il rapporto tra criminalità mafiosa e uomini pubblici. Pubblichiamo il testo dell’intervista rilasciata a Enrica Agostini di Rainews24.

E’ una nuova tangentopoli, è solo la punta dell’iceberg?
Io non sono un investigatore. Ma posso dire che dal momento in cui mi sono insediato qui mi sono reso conto di questioni che non andavano. 30 giorni dopo dissi che trovavo sospetto il cambio di destinazioni d’uso in città di molti negozi che da piccolo commercio diventavano luoghi per ospitare slot machine. Poi, poche settimane dopo, nell’estate del 2013  esplose lo scandalo della mafia a Ostia e trasferii il capo dell’avvocatura come dirigente per guidare i processi amministrativi in quella parte della città qui. Ed è stato un  susseguirsi di denunce che ho fatto al procuratore Pignatone e di cambiamenti nelle società principali. Fra i primi che rimossi fu Franco Panzironi, amministratore delegato  di Ama e poi di Multiservizi e uno stipendio ai tempi di Alemanno di oltre mezzo miliardo di eruo all’anno. Lo chiamai nella stanza e gli dissi che il suo profilo professionale non era compatibile con il mio e con quello della mia giunta

Quando lei si candidò sapeva bene come era la situazione di Roma. Perchè non annullò tutto? Perchè ha fatto le cose piano piano. Era chiaro che questa era una città che avesse necessità di una scossa.
C’è stata molta più attenzione sulla pedonalizzazione dei fori imperiali che sulle altre scosse fortissime che ho messo in atto da subito. In questa città era dal punto di vista del ciclo dei rifiuti che a roma è un business che vale 1 milione e ottocentomila tonnellate l’anno, parliamo di centinaia di milioni di eruo ogni anno era gestito da una sola persona da 50 anni. Io ho chiuso Malagrotta in 50 giorni. E non è stata chiusa in 50 anni. Come mai nelle assicurazioni di roma si pagavano persone come un tronista che ha avuto un incidente automobilistico come ubriaco e gli è stato rimborsato un milione e duecentomila euro? Io quel consiglio di amministrazione l’ho mandato a casa in pochi giorni e ho portato le carte in Procura. Così come ho portato in procura le carte riferite a molte questioni che venivano gestite con lodi che davano ragione alla parte privata e facevano perdere i soldi dei cittadini. Queste scosse non ci sono state in tutti i cinque anni precedenti. Perchè? Perchè queste decisioni che ho preso in 90 giorni non sono state prese nei cinque anni precedenti

Parliamo della sua foto con Salvatore Buzzi. Si sa che lei ha ricevuto finanziamenti dalla sua cooperativa…
Si sa che io ho preso dei finanziamenti pubblici  fin dalla campagna elettorale. Sono finanziamenti pubblici che un candidato raccoglie per candidature importanti attraverso la massima trasparenza. I finanziamenti trasparenti non sono buste di soldi ma trasferimenti con bonifico bancario e denunciato alla Corte dei Conti. Esattamente come io ho ricevuto finanziamenti dalle cooperative di Roma. Ho fatto per cinque anni indagini nella carceri italiane sulle condizioni dei nostri detenuti. Quella cooperativa come altre cooperative si occupa e si occupava del reinserimento di persone che hanno sbagliato nella vita, hanno fatto un percorso in carcere e tornano a lavorare. Personalmente quel tipo di cooperative lo trovo giusto. E trovo che svolga una funzione importante nella società civile. Se poi a capo di quella cooperativa c’è un delinquente, io non sono un procuratore, non sono un investigatore, non ho motivo per poterlo sapere.

Lei vuole andare avanti, non pensa alle dimissioni anche se la richiesta arriva da Forza Italia. Lei non pensa che i cittadini di Roma abbiano diritto di ridare lfiducia all’amministrazione?
Il leader di Forza Italia in questo momento sta scontando una pena ed è il Presidente del consiglio che su richiesta del suo ministro degli interni per provata presenza e controllo mafioso di un comune del Lazio si rifiutò di procedere allo scioglimento del comune di Fondi. Le sembra che questo sia il pulpito da cui io debba ascoltare le prediche.

I cittadini in questa fase, quelli romani soprattutto, hanno la sensazione che al posto di pagare le tasse paghino tangenti. Saranno risarciti in qualche modo?
Spero che attraverso il percorso che sta facendo Pignatone molto appoggiato da noi che ogni volta che abbiamo potuto abbiamo portato carte in Procura a disposizione di magistrati, polizia e carabinieri, io spero che quel che è stato sottratto al pubblico possa essere restituito e possa essere utilizzato nell’interesse dei cittadini Ma mi rifiuto di avvalorare l’idea come molti stanno facendo in questi giorni che Roma sia una città di mafiosi. Prima c’era la Roma ladrona, ora la  Roma mafiosa. Roma ha tre milioni di abitanti, la stragrande maggioranza sono persone per bene che in questo momento soffrono per la crisi economica, spesso per la mancanza di lavoro, spesso per la difficoltà di trovare un alloggio ad un prezzo  compatibile con il salario che ricevono. Questa è la Roma che conosco, una Roma di persone davvero perbene.

I partiti dovrebbero prendersi una maggiore responsabilità?
Il mio partito attraverso la mia guida in questo Comune una responsabilità se l’è presa. Mandare a casa tutti i consigli di amministrazione che c’erano in precedenza, chiudere la discarica di Malagrotta, arrivare a fare tutte le denunce possibili alla Procura della repubblica su ogni fatto che trovavamo o sospettavamo essere illecito. L’essere io andato dal Procuratore Cantone a dirgli che vogliamo sottoporgli tutti quegli appalti che pensiamo che anche lontanamente possa esserci un’opacità. Dire loro controllateli e se c’è qualcosa che non ava commissariamo quell’appalto. Credo che questa è una guida che mi sono assunto e mi sento di portare avanti. Poi credo che all’interno della nostra squadra avere delle figure di riferimento per la trasparenza e la legalità in un momento in cui è evidente che delle persone hanno tentato di infiltrarsi sia importante.  Questi criminali avevano detto “Se arriva Marino è finita per tutti, nessuno riuscirà più a fare affari. Insomma, credo che quella battuta dei criminali sia una medaglia per questa giunta.

Del suo partito, delle persone che le sono state vicine in campagna elettorale, Bettini, Gasbarra, Morassuti, i campioni dei voti a Roma, lei si fida ancora o dovrebbero fare un passo indietro?
Io non do giudizi morali sul partito e sulle persone. Renzi ha deciso di avere un commissario per la città di Roma, una persona specchiata come Orfini. Credo che il partito i giudizi se li possa dare da solo al proprio interno

Caselli sarà il nuovo Presidente della Commissione trasparenza Capitolina?
Giancarlo Caselli è un caro amico col quale ho parlato in questi giorni. Un’amicizia che dura da diciotto anni. E’ una persona con cui certamente ho l’abitudine di confrontarmi per chiedere consiglio. Ma in questo momento non credo che ci sia un trasferimento del Procuratore Caselli a Roma

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