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Senonoraquando-Libere incontra Codice Rosa

 

Umiltà, gioco di squadra, fiducia, sono le parole chiave attraverso le quali si racconta Codice Rosa, esperienza pioneristica nel contrasto alla violenza. Abbiamo incontrato Vittoria Doretti per capire com’è nata e cresciuta la task force di Grosseto che ha cambiato la testa e il modo di operare delle istituzioni nella lotta alla violenza di genere.

– Come nasce e come funziona “Codice Rosa”?

Il lavoro in Pronto Soccorso mi ha mostrato come il problema vero fosse l’emersione. La voce ‘violenza altrui’ con cui venivano registrati genericamente gli abusi era una coperta da rimuovere, il confronto con i dati delle denunce in Procura lo confermava. Chi va in commissariato, o si rivolge a un Centro Antiviolenza, ha consapevolezza di ciò che è accaduto. Il problema è il sommerso – cadute dalle scale, bruciature – che passa senza essere visto perché personale con cui si confronta non è attrezzato a riconoscerlo. Lo Stato, in una parola, non c’è. 

Quali le difficoltà maggiori a cui avete dovuto far fronte?
Se l’obiettivo era far sì che le istituzioni agissero come un’unica figura dello Stato occorreva prendere atto della nostra inadeguatezza e avviare un percorso di formazione per personale ospedaliero, polizia, e procure; codice rosa è un percorso specifico – in Pronto Soccorso si parla in Codice – che mette al centro chi ha affrontato la violenza; niente più corse per una stanza protetta, tamponi o domande invasive: sono le istituzioni a doversi coordinare. Sembra semplice ma è una rivoluzione. Siamo partiti dalla violenza di genere, ma questa modalità di operare ci ha consentito di riconoscere le tante facce di violenze taciute: minori, gli anziani, le vittime di omofobia. Ecco forse, la difficoltà più grande è non giudicare, e insegnare a chi è in trincea a non giudicare mai chi si ha davanti, mai. Il giudizio è un ostacolo pesante che impedisce di vedere e può diventare una zavorra quando si combatte.

Dal primo gennaio 2014 il Codice Rosa è ufficialmente presente in tutte e 16 le aziende toscane.

 

– Potrebbe darci qualche dato?
A Grosseto, nel 2010 i casi identificati col codice rosa sono stati 309, nel 2011 oltre 500, per arrivare nel 2013 a identificare in tutta la Toscana 2.998 casi. Nel primo semestre 2014 1.665 casi (- 1.472 su adulti – 84% donne – 1.367 maltrattamenti, 64 abusi, 41 stalking), e 193 su minori (164 maltrattamenti e 29 abusi); le fasce di età più colpite sono quelle 30-39 e 40-49 anni, la cittadinanza è italiana nel 72% di casi.

Da snoqlibere.it

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