Rai: diffida Usigrai al Direttore generale e al Cda

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L’Usigrai ha inviato oggi una diffida al Direttore generale della Rai e al Consiglio di Amministrazione affinché venga urgentemente messo in votazione il ricorso sul taglio di 150 milioni di euro. La decisione arriva a causa dell’inaccettabile immobilismo dei vertici di Viale Mazzini che nulla hanno fatto per difendere l’autonomia e l’indipendenza economica dell’azienda. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. A partire dal nuovo taglio che si sta per abbattere, facendo diventare strutturale la decurtazione del 5% del canone, che – lo ricordiamo – è una tassa di scopo che i cittadini pagano per finanziare il Servizio Pubblico.

Se il Dg e il CdA continuassero a decidere di non decidere, o – peggio – votassero contro il ricorso, saranno le autorità competenti a valutare se gli amministratori abbiano agito secondo i doveri imposti loro dalla legge.

Tutto questo – aldilà delle dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli – in assenza di una seria lotta all’evasione e di una riforma che finalmente assicuri risorse certe e autonome alla Rai Servizio Pubblico. Il ritardo della riforma è ormai preoccupante: siamo a novembre, e tra meno di 2 mesi dovrebbe partire la raccolta del canone. L’immobilismo rischia di avere pesantissime ricadute sul bilancio della Rai.


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