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Il Governo dell’asfaltare e l’opposizione da rifondare

 

In linea del tutto teorica domani sera, giovedì, si dovrebbe chiudere il dibattito generale sul Jobs Act alla Camera dei Deputati e procedere al voto finale. Così parlo ZaraRenzi! Ma dal momento della decisione della tempistica da parte del Governo ad oggi, in mezzo ci sono state le elezioni Regionali. Per il Pd, nonostante il calo drammatico dell’affluenza, le cose sono andate bene. 2-0 ha detto in un twitter Matteo Renzi e, da quando c’è lui, di Regioni ne hanno prese 4. Poi, però, in quell’ultimo twit ha fatto arrabbiare Silvio Berlusconi.

Il twit di Matteo Renzi

Il twit di Matteo Renzi

Chi è vicino all’ex premier parla di un ex Cavaliere inferocito in modo particolare con due persone. Il Primo è Raffaele Fitto che, di fronte alla debacle ha chiesto di azzerare le classi dirigenti del partito. Il lealista è diventato nuovamente nemico. Il secondo è proprio il Premier che mette sale sulla ferita scrivendo “Lega asfalta forza Italia e Grillo”. Non se l’aspettava da chi, con lui, ha siglato un patto al Nazareno per fare le riforme.

E’ come se Renzi avesse detto a Raffaele Fitto di procedere nella distruzione del partito a guida Silvio Berlusconi. Ed è come se avesse già scelto il suo antagonista nel momento in cui si dovesse andare alle elezioni. Non vuole sfidare il vecchio leader del centrodestra ma preferisce immaginare uno scontro con l’altro Matteo, Salvini.

Il twit di Raffaele Fitto

Il twit di Raffaele Fitto

Uno sgarbo difficile da accettare. Oggi Silvio Berlusconi sarà alla presentazione del libro di Bruno Vespa. Da lui, al momento, non è stata spesa una parola sui risultati elettorali né sulle polemiche interne al suo partito. E non ha risposto nemmeno a Matteo Renzi. Aspetta la platea giusta, aspetta che si spengano i commenti degli altri leader per poi occupare la scena da solo. Ha fatto sempre così e così fara anche questa volta. Uveite permettendo. Ma certo è che il patto del Nazareno traballa. La stessa capogruppo del Nuovo Centro Destra Nunzia De Girolamo in una intervista a Rainews24 parla della necessità di rimettere insieme il centrodestra e poi, parlando proprio di quel Patto, cita il twit di Renzi affermando che di fronte alla rotta di Forza Italia, non è certamente con il verbo asfaltare che il premier possa rendere l’onore delle armi al suo compagno di riforme.

Il twit di Pippo Civati

Il twit di Pippo Civati

Di fronte al patto che traballa la sinistra Dem riesce addirittura a prendere fiato. Sa che non potrà essere la Camera il luogo dell’agguato. I numeri restano schiaccianti per la maggioranza sul Jobs Act ma pregustando quello che sarà lo scontro al Senato sulla legge elettorale provano comunque a mettere in scena lo “scherzetto” di bertinottiana memoria a Montecitorio. Insomma, hanno deciso di contarsi votando contro. Pippo Civati prima vota contro le modifiche all’articolo 18 che ieri erano in votazione (emendamento 5s) “e per introdurne le tutele nel contratto a tutele crescenti (emendamento Sel), per il superamento del decreto Poletti (emendamento Sel) e per contrastare il demansionamento, mentre mi sono astenuto sugli ammortizzatori sociali (che per ora non ci sono o non sono sufficienti, ma ce lo dirà la legge di stabilità: non a caso molti di noi avevamo chiesto di votarla prima del Jobs Act, ma non c’è stato verso)”.

Uno dei twit di Matteo Salvini

Uno dei twit di Matteo Salvini

E poi dice che fiducia o non fiducia saranno una trentina a votare contro quel provvedimento.

Insomma, di fronte alla crisi del patto del Nazareno e all’ascesa di Matteo Salvini la sinistra Dem oltre ad avere come obiettivo quello di essere antagonista interna del renzismo deve riuscire a recuperare quei voti degli elettori di sinistra che sono persi nel limbo dell’astensionismo e potrebbero finire con l’essere preda dell’elettorato leghista.

Del resto non sarebbe la prima volta che la Lega esercita attrazione su quell’elettorato. Civati, sebbene giovane è di Milano e qualcuno gli avrà pure raccontato che con la prima nascita della Lega al Nord, l’allora Lega Lombarda, ad essere affascinato per primo fu proprio l’elettorato del Pci.

E questa mattina, alle 11, presso la sala del gruppo di Sel, 50 delegati della FIOM Lombardia incontrano Giorgio Airaudo, Nicola Fratoianni e insieme a loro ci saranno anche proprio Pippo Civati, Stefano Fassina e Gianni Cuperlo. Un caso o prove di progetto politico?

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