“Doppio taglio”. Nello spettacolo di teatrale di Lucia Vasini una riflessione sulla violenza di genere e sul ruolo dei media

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Quante volte leggendo un articolo di cronaca che ha per oggetto la violenza di genere fino ad arrivare all’omicidio vediamo accostato ad esso l’immagine di una donna che si copre il volto con entrambe le mani? Spesso, quasi sempre. Eppure difficilmente ci poniamo delle domande, difficilmente ci interroghiamo sul senso di quella foto e sul tipo di messaggio che sta inviando. Se però ci si interroga sulla prospettiva da cui quella foto è stata scattata ebbene ci si renderà conto che noi stiamo incarnando esattamente lo sguardo dell’aggressore che in quel momento sta davanti alla sua vittima. E, mentre lei, la donna che si copre il volto, ha comunque una sua riconoscibilità, l’aggressore non ne ha nessuna, resta anonimo, lei diventa il fulcro, vittima e responsabile al tempo stesso della violenza che sta per subire, come a dire: se te ne fossi accorta prima, magari, se lo avessi denunciato, se… ora tutto questo non starebbe accadendo. Chiaro, sebbene non siano queste le intenzioni che stanno dietro scelte iconografiche del genere o dietro campagne comunicative che invitano a denunciare, nel substrato che le accompagna si annida comunque una distorsione culturale dura a morire: in qualche modo è anche colpa tua.

A sottolineare questa distorsione ci volevano allora due donne, un’attrice e una ricercatrice, due donne attente e sensibili, che, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, porteranno in scena dentro un teatro “le contraddizioni” insite nel mondo dell’informazione quando cerca di raccontare la violenza di genere.

“Doppio taglio”, questo il titolo dello spettacolo teatrale che andrà in scena dal 25 al 27 novembre al Teatro Franco Parenti di Milano, nasce dall’incontro tra Cristina Gamberi dottore di ricerca in Studi di Genere all’Università di Napoli Federico II, ideatrice di percorsi formativi nelle scuole sull’educazione al genere e sulla violenza contro le donne e Marina Senesi attrice e autrice, voce ormai nota del programma di Radio2 Rai, Caterpillar prendendo spunto proprio da uno studio effettuato dalla Gamberi sull’argomento.
A partire da un’attività di decostruzione e analisi lessicale e iconografica, viene man mano svelato come lo strumento informazione possa in realtà rivelarsi un’arma a “doppio taglio” se non utilizzata nella maniera corretta e con le dovute accortezze, un’arma che va naturalmente a colpire sempre e comunque la vittima lasciando in pace il carnefice.

“Una donna che si vede socialmente rappresentata così è incentivata alla denuncia? Perché mai dovrebbe fidarsi se sa che noi non stiamo dalla sua parte? Se, come nella maggior parte dei casi, l’immagine proposta dai media ritrae la vittima in soggettiva, cioè come se l’aggressore fosse di fronte a lei, noi lettori, comprese noi donne che ci dichiariamo impegnate e sensibili, che altro stiamo facendo se non guardare la vittima dalla stessa visuale del suo aggressore?” Chiede a un certo punto la voce narrante di Marina Senesi.
La risposta appare più che scontata a patto di prendere per buono un punto di vista completamente altro.

Per la regia di Lucia Vasini, con un inedito della cantautrice inglese Tanita Tikaram, e le voci fuoricampo di Ardemagni e Solibello, “Doppio taglio” porta ancora una volta alla ribalta ruolo e responsabilità dei media per una riflessione che sia al contempo collettiva e di settore, indirizzata a quegli addetti ai lavori che pur ritrovandosi in mano una serie infinita di carte deontologiche dimenticano spesso di applicarle.


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