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Renzi per spot e sport

 

A breve le scuole riapriranno: così come i privati intasano di scolastico cartaceo le nostre buche delle lettere, così le offerte di governo colgono l’attimo (lo Renzi il munifico l’attimo se lo fa scappare mai) per propinarci le new entry sfornate ad hoc. Rilievo immediato va dato alla partenza ufficiale dei licei scientifici d’indirizzo sportivo. Da questi, discretamente attrezzati, potrebbero venire fuori menti costruttive perché lo sport è condensato di vita allo stato puro e i virgulti italiani, prima di spaparanzarsi altrove, ne possiedono germi straordinari. E’ l’attività motoria di squadra e no  (dove troviamo, se non fin già dagli albori scolastici, le più disparate formazioni?!)  la miglior fonte d’aggregazione: gioia e sofferenza, sacrificio e incentivo, amore e odio e via così andare alla scoperta, senza interferenze, di tutti i diritti e i rovesci delle medaglie  rapportati sì al nostro io, ma inevitabilmente, perché naturale,  anche a quello altrui. Ne consegue l’indispensabile via di mezzo: questione d’equilibrio.

Ma di che stiamo parlando? Di licei scientifici a indirizzo sportivo senza piscine, palestre, campi baseball, basket, rugby ecc. Di licei sportivi senza spogliatoi e docce,  senza laboratori atti a dimostrare l’esistenza d’equilibrio tra scienze motorie e buona parte di tutte le altre scienze di studio e vita?
Ebbene, sì.

Siccome il territorio non possiede per ciascun plesso scolastico palestre idonee manco per un’ora d’aria (date crepe, muffe e altre malsane inagibilità), immaginiamoci che affidamento dunque si può dare all’ora curriculare d’educazione fisica per elementari e medie inferiori. Per proporre in aggiunta niente meno che licei scientifici sportivi occorre avere proprio una bella faccia da cioccolataio!
Gelataio va bene uguale.

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