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Wall Street, la pizzeria della ‘ndrangheta rinasce dalle sue ceneri

 

Cielo bigio sul lago di Lecco, ma la giornata è di quelle importanti e quindi per una volta tanto il tempo non influisce sugli umori, che anzi sono alle stelle. Eh sì perché oggi è una bella giornata, una giornata importante per il contrasto alla ‘ndrangheta in questo territorio: con oggi prende finalmente avvio il recupero a fini sociali e produttivi dell’ex pizzeria Wall Street, bene confiscato al clan Coco Trovato. A sancire l’inizio dei lavori di ristrutturazione e l’adeguamento dell’immobile per il successivo utilizzo a fini sociali è la stipula di un protocollo sottoscritto dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Lecco Virginio Brivio, il prefetto di Lecco Antonella Bellomo, il Commissario straordinario di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio Luigi Mendolicchio e il coordinatore nazionale di Libera Enrico Fontana. Sorrisi e strette di mano tra i presenti per dare ufficialmente il via libera ai lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato alla ‘ndrangheta che si trova in via Belfiore.  

“Aspettavamo questo momento da tempo – racconta il referente di Libera a Lecco Paolo Cereda – e con il riutilizzo a fini sociali e produttivi della Wall Street potremo dare ulteriore testimonianza del fatto che quando cittadini, associazioni ed istituzioni collaborano per le mafie non c’è spazio”.

“Wall Street” è il nome dell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che, nel giugno 1993, sferra un colpo decisivo al clan della ‘ndrangheta guidato da Franco Coco Trovato e operante in Lombardia, in particolare nel territorio lecchese e comasco. L’operazione prende proprio da una pizzeria di proprietà della famiglia mafiosa che in quella circostanza viene sequestrato al pari di altri beni. Nel corso di due decenni diversi progetti vengono predisposti per il riutilizzo a fini sociali di “Wall Street” ma senza esito.

La storia degli ultimi tre anni, invece, riletta ora spiega l’accelerazione data al riutilizzo a fini sociali della Wall Street.

Al termine del primo “campo estivo” di studio e lavoro sui beni confiscati alle mafie, nel settembre 2011, organizzato a Lecco dal neo coordinamento provinciale di Libera insieme a Legambiente, viene lanciata l’idea di recuperare Wall Street a partire da un nuovo progetto culturale e imprenditoriale di legalità: “I sapori e i saperi della legalità”.

– Nell’aprile del 2012 Libera consegna alla Prefettura di Lecco una prima bozza di progetto “Wall Street: si ipotizza che il ristorante-pizzeria “Wall Street” possa riaprire i battenti per diventare non solo un luogo dedito alla ristorazione pubblica e convenzionata, ma anche uno spazio dove promuovere una cultura della legalità democratica e un’azione antimafia sociale e civile che sappia valorizzare le tante realtà del territorio lecchese e lombardo.
– Nel luglio 2012 Libera porta a supporto del progetto presentato due studi preliminari, uno di ristrutturazione redatto dai tecnici di Legacoop Lombardia e l’altro comprensivo di business plan costruito dagli studenti dell’Università Bocconi, nell’ambito del progetto “CERGAS per il sociale”.
– Nell’ottobre 2012 a Milano, le Centrali cooperative lombarde (Agci, Confcooperative e Legacoop, riunite nell’Alleanza delle Cooperative Italiane) sottoscrivono con Libera e Libera Informazione e l’Agenzia Cooperare con Libera Terra un protocollo di collaborazione dove, tra l’altro, ci si impegna a “valorizzare il progetto-pilota della ex-pizzeria Wall Street di Lecco per dimostrare che è possibile una imprenditoria sana, pronta a utilizzare quanto sottratto alle mafie”.
– Nel novembre 2012, l’assemblea regionale di Libera in Lombardia approva un documento programmatico nel quale si individua nell’ex pizzeria Wall Street di Lecco il bene simbolo per la valorizzazione in Lombardia del tema dell’utilizzo a fini sociale dei beni confiscati. Il progetto presentato a Comune e Prefettura prevede la realizzazione di un luogo aperto alla ristorazione di qualità, utilizzando i prodotti dei beni confiscati alle mafie a marchio“Libera Terra”, e uno spazio di socialità e incontro per cittadini, studenti e associazioni della rete locale e regionale di Libera.
– Nel corso del 2013 il percorso avviato si arena temporaneamente per l’interesse manifestato all’utilizzo dell’immobile da parte della sede milanese del Ministero delle Finanze/Commissione tributaria. Venuto meno quest’interesse, si riprende l’iter negli ultimi mesi del 2013.
– Il 21 Marzo 2014, il “Gruppo di lavoro beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” della Regione Lombardia approva di destinare per il recupero strutturale e funzionale dell’immobile sito in Comune di Lecco “ex Pizzeria Wall Street” risorse per €. 400.000,00. A distanza di qualche settimana, l’ALER Territoriale comunica la propria disponibilità a prendere in consegna l’immobile, a rilevare l’intero edificio, ad elaborare un progetto preliminare, definitivo ed esecutivo per il recupero strutturale e funzionale della “Pizzeria Wall Street”, in collaborazione con il Comune di Lecco e con l’associazione Libera.
– Il 15 aprile 2014, si riunisce presso la Prefettura di Lecco il Nucleo di supporto per l’utilizzo e la gestione dei beni confiscati che esamina bozza del protocollo di sottoscrivere tra Prefettura di Lecco, Comune di Lecco, Regione Lombardia, ALER e Associazione Libera per la destinazione e l’utilizzo a fini sociali dell’immobile sito nel Comune di Lecco in via Belfiore 1, l’ex pizzeria Wall Street. Oggi finalmente la firma tanto attesa.

La “Wall Street” si candida quindi ad essere un luogo, non solo fisico, dove promuovere “i sapori e i saperi della legalità”, a partire dalle esperienze che in altre parti d’Italia Libera ha prodotto con risultati soddisfacenti tanto da diventare un volano positivo per il territorio e la stessa economia.

Come ricorda il coordinatore nazionale di Libera Enrico Fontana, “l’intento è trasformare la “Wall Street” in un simbolo dell’efficace azione coordinata di istituzioni e privato sociale, dove ciascuno possa portare un contributo importante nel dimostrare che dal crimine possono nascere occasioni di riscatto”. Una scelta che va nella direzione di valorizzare le tante esperienze positive del circuito “Libera Terra”: una modalità concreta di unire il sud con il nord del Paese nella battaglia antimafia, aiutando le cooperative che lavorano sui terreni confiscati ai boss con l’acquisto farina di grano – base per la pasta della pizza -, di vino, olio, passata di pomodoro, conserve e altro.

Nei prossimi mesi verrà avviato l’iter per la concessione dell’immobile, una volta terminati i lavori.
Il cielo è bigio sopra Lecco, ma qualche raggio di sole arriva fin qui e scalda i cuori.

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