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Portella della Ginestra, un primo maggio.

 

Non sempre i numeri sono cose, ancor più se quei numeri prevedono altri numeri. E tuttavia sembra, dai giornali in edicola (Repubblica, Corriere, Stampa), che nel corso del 2014 il PIL cinese supererà quello degli Stati Uniti, a parità di potere d’acquisto. Per quel poco che capisco, ciò significa: che lo sviluppo economico è ancora trainato dalla produzione industriale, solo che l’industria si è trasferita altrove nel mondo. Significa che per quanto carta moneta stampino le banche centrali, non sarà possibile garantire all’Occidente livelli di consumo e benessere elevati insufflando successive bolle finanziarie. Significa, infine, che l’idea di costruire o di mantenere un ordine mondiale affermando la supremazia dell’economia dalla politica è perdente: chi era dominante non accetterà di cedere terreno, chi è in crescita proverà a difendere con la forza il primato raggiunto. E tuttavia – qui torna l’illuminista che è in me – lo scambio di notizie e di dati in tempo reale avverte ormai masse molto grandi di cinesi, di americani ed europei che i problemi sono comuni, che è necessaria e possibile una buona politica, un modo diverso di convivere.

Ieri all’ora del pranzo ho ascoltato Patrizia Moretti, seduta accanto a Manconi, nell’aula delle conferenze stampa del Senato. “Non generalizzo, la politica può cambiare, dunque cambi la polizia”. “Gli agenti non sono solo quelli che hanno applaudito il ritorno in servizio degli assassini di mio figlio”. Una volta la sfida di un sindacato minoritario di polizia (il SAP) che pretende l’impunibilità degli agenti, che considera le persone da fermare non cittadini ma malattie da espungere, sarebbe stata colta dai partiti politici. Oggi sono i familiari delle vittime, le persone che hanno vissuto l’insulto sulla propria pelle, come Patrizia Moretti, come i familiari delle vittime di mafia e delle stragi, sono loro i testimoni del tempo e i primi costruttori di futuro. Siamo in America. Ma con vecchi alibi tutti italiani. Dice il capo della polizia: i poliziotti condannati per la morte di Aldovrandi, non possono essere esclusi dal corpo: le norme non lo prevedono. Rispondo: manterreste la patente a chi, ubriaco o drogato, abbia investito una bambina e sia scappato via senza soccorrerla? Le norme devono cambiare. “Non Basta la solidarietà” alla mamma ferita, scrive Rodotà su Repubblica

Il primo maggio del 1947, Portella della Ginestra, prima strage di Stato. Su la Stampa Francesco La Licata intervista Giacomino, un ottantenne che da bambino sarebbe stato la mascotte del bandito Giuliano. Racconta della mafia, delle spie americane e dei carabinieri che avrebbero trasformato un “bandito del popolo”, in un killer per conto del potere e della mafia. Dice che Giuliano non sapeva delle mitragliatrici. Quelle le portarono  intorno al comizio del primo maggio proprio i carabinieri, le diedero ai mafiosi e se le ripresero dopo la strage. Fantasie? Possibile. Ma Portella e la campagna di assassinii mafiosi dei sindacalisti più combattivi,  affermò sulla Sicilia l’ordine della mafia e della democrazia cristiana. Nel 47 il Fronte del Popolo aveva vinto le elezioni, dal 18 aprile del 48 l’isola è diventata cassaforte sicura per i governi conservatori dell’Italia. I carabinieri, certo, sapevano. La curia di Monreale, pure.

Renzi strappa i titoli di prima pagina. Corriere: “Dirigenti licenziabili e prefetture dimezzate”.  Stampa: “Burocrazia, sindacati, prefetti. Arriva la sforbiciata”. Repubblica: “Statali si cambia”. 40 giorni di confronto con i sindacati, poi le scelte. Consultazione, non concertazione. Auguri. Da sempre ripeto che la riforma dell’amministrazione, dopo la lotta contro corruzione ed evasione, è la chiave per uscire dalle secche della non politica (se volete, chiamatela “palude”) italiana. Più di quanto non lo siano le riforme costituzionali. Importanti, ma sopravvalutate (e appesantite di aspettative improprie) per via della bugia di Berlusconi (fatta propria dal Pd) secondo cui non si sarebbe potuto governare perché l’assetto costituzionale non l’avrebbe consentito. A proposito di riforme, Scrive Gianluigi Pellegrino su Repubblica “Va auspicato un esito positivo del tentativo di trovare una posizione unitaria dei democratici e che ciò avvenga sulle soluzioni utili per il paese”. Un accordo nel Pd. Credo che sia possibile, mi sembra che Renzi abbia capito quanto poco strumentali (e in cerca di visibilità) fossero le critiche che hanno portato alla presentazione del Dl Chiti. Ma, c’è un ma. Troppe carriere del vecchio Pd, non renziano o neo renziano, si giocano intorno a questa mediazione, troppi si propongono come capi bastone. E la tendenza a spingere Chiti, Tocci, Civati, Mineo un po’ più in là, verso SEL e i dissidenti M5S, mi pare forte.

Lasciate che finisca come ho cominciato, con l’America. Clayton Lockett, un afro-americano di 38 anni, è stato messo a morte. Pena eseguita, condannato già privo di sensi, quando: “Ha cominciato a lamentarsi, a scuotere e a battere la testa sul lettino nel tentativo di sollevarla, ad agitare le mani e i piedi. Il suo corpo legato con delle cinghie, si contorceva, scalciava, sembrava volesse scendere. Poi un lamento sempre più forte, parole incomprensibili, infine un lancinante grido di aiuto: «Man!». Un ultimo scatto, poi medici e addetti hanno abbassato la tenda”. È l’America che ha inventato la sedia elettrica, l’America del progresso applicato alle esecuzioni. Si era rilevato come i medicinali che paralizzavano il condannato forse non gli impedivano di sentire la morte mentre si faceva strada nel suo corpo. Ed ecco che si è proceduto a cambiare l’associazione dei veleni. Così la tortura è apparsa nella sua scandalosa nudità. Un grande paese, ma tecnologicamente selvaggio.

Da corradinomineo.it

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