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Il Grillo e il Barboncino

 

Pur di (voler) far ridere Beppe Grillo non si pone proprio più limiti. Chapeau! Chi con (immutato) piacere lo sta ad ascoltare, ride…ride…ride così dimostrando(gli) che manco lui quei limiti se li pone più.  Spiego.
In una delle sue ultime performance politiche, perciò ovviamente esenti da (oneroso) ticket che gli versavamo quando faceva “solo” il comico (peraltro assai quotato, perché -diciamocelo- molto bravo) ha utilizzato il Dudù-cane a mo’ di parossistico elemento sfruttabile (sempre per far ridere) giusto per vivisezione…

Non siamo deficienti. Comprendiamo che quella roba lì l’ha buttata giù al solo scopo di far ridere. Ma è proprio questo il punto. Il papi di Dudù voleva, allo stesso modo  e per lo stesso scopo,  far ridere con le sue barzellette sugli ebrei nei lager, sui gay, su tette/culi sessisti ecc. e ci prendeva perché molti spontaneamente o indotti, ridevano…ridevano…ridevano. Be’, ma allora i due sono omologhi?! No, nel modo più assoluto! Per coloro che “chi ha orecchi per intendere, intenda” il papi di Dudù s’è immediatamente palesato. L’altro, prima s’è coltivato per anni i terreni degli uomini di buona volontà (tra pacifisti/ecologisti/animalisti/notav&noglobal ecc. ecc.) per poi manifestarsi nel momento-clou come il più grossolano tra i grossolani “soliti noti”.

Nessuno, infatti, tra gli uomini di buona volontà (cui Grillo da sempre giura di volersi rivolgere) barzelletterebbe sulla vivisezione, così come non si  comprerebbe un barboncino, dati i meticci che uggiolano e sgranano i loro supplici occhioni dietro alle sbarre dei canili.  Grillo, forse per non intaccare del tutto il commercio dei barboncini, ha riferito che anche sua moglie ne possiede uno. Ma come?! Grillo (l’ecologista/animalista ecc.) sta con una moglie che invece d’adottare un bastardino da canile si compra un barboncino?!

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