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Sì alle quote rosa, no alla mimosa

 

Se le donne fossero alte due metri, noi uomini saremmo stati a casa da secoli ad allevare i figli.
Detto meglio: il più forte si è scelto i ruoli migliori.
Ma che succede quando in una società l’intelligenza conte più della forza fisica?
Tutti i ruoli tendono a ridistribuirsi.
Per molti uomini questo è un mutamento inaccettabile. Anche se sparano parità a salve.
Per altri – i più retrivi – è persino un affronto, che scatena violenza fino al femminicidio.
Per fortuna, sono sempre di più gli uomini che vedono nella parità di genere non una concessione di libertà delle donne, ma un’estensione della libertà di tutti. Cioè una battaglia da fare insieme.

Io la penso così.
E per questo, credo che la nuova legge elettorale debba riconoscere – non concedere –  peri opportunità di genere.
La destra del  “maschio alfa” – con a tanto di olgettine, igieniste dentali, minorenni e fidanzata d’arredamento   – dice no. Il Brunetta ubbidiente vede allo specchio un rischio “donne ubbidienti”.
Ma 90 parlamentari non ci stanno e si stanno battendo in Parlamento.
In tanti siamo con loro. Con convinzione.
Sì alle quote rosa,
no alla mimosa.

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