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Lex Cannabis

 

Sono occorsi otto anni per liberarci di legge… illegittima, ovvero nulla che è ben più grave di annullabile in quanto tutto ciò che nel contempo ha prodotto è vano, è niente, non esiste. Andiamolo a raccontare ai morti causati da questa legge! Stefano Cucchi (21 gr. di hashish) in primis a seguire i suicidi nelle carceri, ma Giovanardi dice che non finisce qui e con lui questa volta concordiamo. Infatti, a dispetto di ciò che egli elucubra, sono oltre 20mila i detenuti che in qualche modo sono legati alle restrizioni della libertà personale disposte da lui e Fini. Dovranno fare istanza al magistrato per la riapertura del loro processo affinché disponga la scarcerazione, ma quel che è peggio è che moltissimi hanno già scontato anni di galera ingiustamente. Chi li risarcirà? I legislatori (ir)responsabili? No, tutto il popolo incautamente da loro rappresentato. Ma non è ancora “finita” qui perché chi inoltre ha patito ingiustizie e umiliazioni dalla Fini-Giovanardi sono i malati che coltivano cannabis da cui traggono giovamento (provato scientificamente) per le loro patologie. Tra questi purtroppo non sono pochi i reclusi, i perseguiti penalmente soggetti a dimora obbligatoria e interdizione. Posso ben immaginare che vi sta venendo in mente: forse se avessero corrotto, frodato, millantato, e delitto ben più pesantemente contro la comunità invece di coltivare erba, avrebbero subito sorte migliore? Forse. Per farsene idea basta andarsi a leggere la storia del dott. Fabrizio Cinquini.

E adesso, legislatori, datevi una mossa a costruire velocemente una legge intelligente ovvero contenente ragionevole principio di diritto umano, a seguire costituzionale e se proprio-proprio volete dimostrare d’esserne capaci aggiungendovi un “quanto basta” di diritto penale secondo i principi regolati dalla nostra preziosa antica storia del diritto.

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