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(Ta)res publica

 

Con la morte di Emilio Colombo il 24 giugno 2013, si sono estinti tutti i nostri padri costituenti. Se penso al loro straordinario capolavoro nel formulare la nostra Costituzione (fondamento, base strutturale, concepimento embrionale per ogni legge a venire), mi viene un magone che non so descrivervi! A parte i contenuti, frutto di seri e severi studi personali (mica per ghostwriter) del più puro diritto, ciò che ancora mi commuove è la caparbia volontà di tutti quei padri nel far sì che ognuno dei 139 articoli doveva tradursi in lemmi e frasi semplici, sì da potere/dovere essere compresi da ogni italiano. E così fu e (al momento) ancora è!

In questi giorni il popolo tutto -eccezion fatta per i codici fiscali superflui tra evasori totali (quelli che lo possiedono giusto sulla tessera sanitaria ché la mutua non si nega a nessuno) e parziali (quelli che dichiarano 7 e i multipli di 7 volte 7 li rubano)- è in coda di lunghissime file agli sportelli bancari/postali e al telefono (apparecchio fisso ché i cordless non hanno autonomia di ore). I primi hanno in mano un pezzo di carta, i secondi manco quello. Gli uni e gli altri un tempo pagavano la tassa rifiuti (affettuosamente chiamata spazzatura) con bollettini scadenzati, poi ci furono la Tarsu e la Tia, addirittura soggetta a Iva dichiarata poi illegittima in Cassazione, ma ce l’hanno mai restituita. Oggi i Grandi Ingegni (indegni) figli di sacri Padri e (a dispetto dell’assunto) di madri sempre incerte, hanno insufflato vita al loro ennesimo concepimento mostruoso, perverso, farraginoso: la Tares. Un Padre (Oscar Luigi Scalfaro) poi presidente della Repubblica, già decenni fa urlò indignato a quei mostri: lunari!

I possessori dei “pezzi di carta” ricevuti all’ultimo momento perciò si accodano agli sportelli, molti hanno mai visto un F24 e praticamente tutti non capiscono come sono venute fuori quelle cifre, quegli zerovirgolaqualcosa che vanno versati allo Stato, quegli acconti non pagati o non ancora “bollettati” “ricompresi” nei conti totali (?!), i rimborsi non previsti, le presentazioni agli sportelli anche “se gli importi sono uguali a zero” (?!!). Chi ha i soldi è felice di pagare: passa in seconda se l’hanno fregato, ma si vuol mettere essere riusciti a farlo pur avendo capito niente? I milioni di cittadini appesi al telefono invece sono spaventati: non hanno ricevuto niente! Cosa succederà loro?! E poi ci stanno gli internauti: esattori di se stessi prima d’essere contribuenti che insultano il pc che non gli accetta “saldo” e dopo ore inviano senza la specifica: l’ha preso.

“La vera misura della giustizia di un sistema è il grado di protezione che garantisce ai più deboli” [“Liberi dalla paura” Aung San Suu Kyi]
E stiamo solo parlando di pattumiera. Immaginatevi che potrebbe succedere allorquando ci presenteranno “la nuova Imu” che dopo la sfilza dei Trise&Tuc forse si chiamerà Iuc. Ma non vogliamo infierire, ma solo per rispetto di tutti quei disperati che pagando la Tares sono convinti che era quella “la nuova Imu”!

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