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Un giro in “Vespa” non si nega a nessuno

 

Egr. sig. Bruno Vespa giornalista e conduttore del SERVIZIO PUBBLICO RAI.

La Sua trasmissione “Porta a Porta” è definita la “TERZA CAMERA” parlamentare. Ora apprendiamo che potrebbe presto diventare il “QUARTO GRADO DI GIUDIZIO” per i condannati in via definitiva. Infatti per mercoledì 27 novembre alle ore 19, è previsto il voto sulla decadenza del Senatore Silvio Berlusconi e guarda caso, dopo poche ore, lo studio di Porta a Porta ospiterà il senatore stesso per ascoltare in diretta le prime “impressioni” dopo il voto al senato e le proprie ragioni dopo la sentenza di condanna in Cassazione.
In Italia è ormai purtroppo chiaro che la legge non è uguale per tutti ma risulta sconcertante ricordare che anche il servizio pubblico non è uguale per tutti ma anzi, per qualcuno e’ evidentemente un servizio privato. La RAI E’ DI TUTTI MA NON DEI CONDANNATI IN CASSAZIONE, altrimenti dovremmo organizzare dei pulmini per andarli a prelevare tutti dagli arresti e ascoltarli in religioso silenzio.
Nel contratto di servizio pubblico il PLURALISMO e’ il verbo…ma non quello che induce ad ascoltare con il megafono televisivo la voce di un condannato in via definitiva, che già dispone di una potenza mediatica spaventosa e legittimata da un enorme CONFLITTO DI INTERESSI, mai risolto e tutelato per troppo tempo dai nostri vertici aziendali, dai giornalisti e dai conduttori.

Sig. Vespa, ricordiamo che lei, nel passato, ha spesso dichiarato di avere sempre avuto in RAI gli editori di riferimento. All’epoca era la DC, ora ci chiediamo quale sia l’editore di riferimento, oltre la MONDADORI che pubblica i suoi libri, sempre annunciati da una serie impressionante di anticipazioni e con presentazioni officiate quasi sempre dal SENATORE CONDANNATO e in via di decadenza.
Comprendiamo il rapporto umano che può avere nei confronti dell’ ex premier SILVIO BERLUSCONI, ma ci sembra davvero inopportuna la presenza del condannato in via definitiva sulle RETI RAI, pagate dal cittadino. Allora perché non ospitare e ascoltare la disperata difesa della sig.ra Franzoni che tante serate le ha permesso di confezionare?

Il movimento INDIGNERAI ritiene che queste scelte editoriali facciano del male all’azienda. Crediamo siano scelte lesive dell’immagine già opaca della RAI. Immagine distrutta dai partiti e dai troppi servi sciocchi che hanno potere all’interno della RAI.
Il 2016 si avvicina e il perpetuarsi di queste scellerate scelte potrebbe farci perdere il ruolo di servizio pubblico e dunque della concessione.
L’evasione del canone e’ un indice del malessere e figlia del malcostume aziendale percepito dall’utente; ha raggiunto il 27% e ci consenta (come le piace sentir dire…) di affermare che, se la percentuale dovesse ancora aumentare, una piccola responsabilità la potremmo in futuro – ma anche nel presente – attribuire anche a Lei.

Ci appelliamo alla COMMISSIONE DI VIGILANZA, all’USIGRAI e all’azienda per evitare questo evento spiacevole e poco rispettoso nei confronti dell’utente.

* MOVIMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI RAI INDIGNERAI.

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