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Lampedusa. Notte di preghiera, ma la compassione non è abbastanza

 

Polemiche sui mancati soccorsi da parte dei pescherecci. Roma accoglie i 155 superstiti

di  Matteo Giuli 

ROMA – A due giorni dal naufragio dei migranti davanti la spiaggia dei Conigli a Lampedusa, sono tante le polemiche che si sono sollevate, specie sui presunti soccorsi ignorati da parte dei pescherecci. “Dicono che i pescatori non soccorrono, ma lanciando una corona di fiori in mare oggi abbiamo voluto dire una volta di più che noi abbiamo una sola legge, quella del mare, per cui chi è in pericolo deve essere soccorso”, ha replicato Salvatore Martello, presidente del consorzio pescatori di Lampedusa.  E poi: “Non ne esistono altre e se noi oggi piangiamo i morti è per il fallimento completo della politica italiana. Non vogliamo il Nobel ma un nuovo corso”. E infine: “Ci sarebbero stati dei pescherecci che hanno ignorato i naufraghi? Non lo so, ma di certo non erano lampedusani”..

Anche la presidente della Camera Laura Boldrini, giunta  al Centro d’accoglienza di Lampedusa   per incontrare i 155 profughi superstiti   è intervenuta sullo scottante tema: “Soccorrere è un dovere non soccorre è un reato”, ha puntualizzato. “In questa seconda giornata lampedusana,  – ha aggiunto – nella quale, dopo avere visitato stamane il centro di accoglienza, ha incontrato i rappresentanti del progetto Praesidium e il gruppo interforze,  c’è bisogno di fare chiarezza sulla legislazione. Con l’introduzione del reato di clandestinità in qualche modo è passata l’idea che soccorrere in mare è un problema, può esporre a problemi giudiziari. La legge del mare dice tutt’altro e se c’è un reato, questo si chiama omissione di soccorso”.

Intanto  si sono fermate temporaneamente, per via delle condizioni meteorologiche,  le squadre che stanno cercando i dispersi. Il bilancio, tuttavia, potrebbe essere molto più drammatico rispetto a quello che abbiamo appreso finora. Infatti, come riporta il deputato di Scelta civica Mario Marazziti che con la presidente della Camera e una delegazione dell’intergruppo parlamentare sull’immigrazione oggi ha visitato il centro di accoglienza dove si trovano i naufraghi, nel barcone ci sarebbero state 518 persone. “Se si pensa che i sopravvissuti sono 155, – ribadisce Marazziti –  la  conclusione è fortemente drammatica. Ovvero,sSarebbero 363 le vittime, secondo quanto riferito il deputato, 111 delle quali recuperate. I politici hanno ascoltato a lungo il racconto dei migranti che hanno offerto come riferimento il numero dei viaggi in piccoli pullman fino a Misurata dove si sono imbarcati.   Da Roma arriva invece un primo segnale positivo. Infatti,  il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, ha annunciato che “i 155 superstiti del naufragio a Lampedusa verranno accolti qui, in questa città, grazie anche alla collaborazione del ministero dell’Interno”. “Questo – ha aggiunto Marino – è il primo segnale della ribellione contro la rassegnazione e l’indifferenza”.

 

Nel frattempo l’hangar dell’aeroporto dell’isola è diventato l’obitorio di emergenza dove  in tre fila ordinate sono state poste i 111 feretri delle vittime di questa ennesima tragedia.  Ma all’appello, quindi, mancano ben 252 persone, date ancora per disperse. Moltissime, si presume, siano rimaste intrappolate nel relitto del peschereccio.  In conclusione, come ha ribadito la Presidente della camera, “nulla deve rimanere come prima”. “Io voglio sperare – ha detto la Boldrini –  che questa tragedia non venga sdoganata con qualche ora di commozione ma che la politica dia seguito a questa tragedia nelle misure che dovranno essere apportate a livello legislativo e nei rapporti con i Paesi  da cui fuggono gli immigrati dall’Africa”.

La Francia sembra aver raccolto subito l’appello, tant’è che   ha chiesto una «rapida» riunione dei paesi europei sulla gestione delle frontiere marittime. Il premier Jean-Marc Ayrault ha lanciato l’iniziativa, alla luce della tragedia di Lampedusa, a margine di un convegno a Metz: «Dopo questa tragedia – ha detto Ayrault – i politici europei devono parlare, e subito». «Sta a loro – ha aggiunto – incontrarsi per trovare soluzioni opportune. La compassione non è abbastanza».

Non è infatti un caso che la UE abbia bacchettato l’Italia. Per il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, l’Italia dovrebbe fare di più per migliorare il suo sistema per gestire l’immigrazione e le richieste di asilo. Ma per tragedie come quella di Lampedusa, ha spiegato Muiznieks, la responsabilità cade anche sugli altri Stati della Ue, “che dovrebbero impegnarsi maggiormente per quanti arrivano sulle coste sud dell’Europa”.

Da dazebao.it

 

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