Gambaro espulsa. Pensare che il parlamento andava aperto come una scatoletta di tonno

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di  Alessandro Ambrosin

ROMA – E’ arrivata implacabile l’attesa sentenza della rete, quella contro la senatrice Adele Gambaro, rea di aver osato attaccare il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo dopo il pessimo risultato sulle recenti amministrative.

Così, quasi fossimo a un processo con tanto di giurati dallo sguardo severo, la Gambaro è stata espulsa dal Movimento. E senza appello. A operazioni di voto  concluse – come riporta il blog di Grillo – gli aventi diritto erano 48.292, di questi hanno votato in 19.790. Il 65,8% (pari a 13.029 voti) ha votato per l’espulsione, il restante 34,2% (pari a 6.761 voti) ha votato per il no. Insomma le critiche della Gambaro contro il comico le sono costate care. Grillo ha tenuto a precisare che la senatrice aveva rilasciato dichiarazioni lesive per il movimento, quasi volesse puntualizzare che se le cose sono andate così la colpa è solamente sua.
Tuttavia, fa riflettere questo risultato, per certi versi inaspettato.
Primo perchè la senatrice è stata espulsa da meno della metà degli aventi diritto. Una percentuale un po’ troppo bassa per deciderne la sorte. Seconda cosa è l’altissima astensione, il che fa presupporre una certa disaffezione anche in casa Grillo. E non finiosce qui, visto che qualcuno solleva anche un altro dubbio, ovvero quello sulla veridicità dei voti, dei votanti nonchè dei risultati “reali”.
Un dubbio sollevato, tra l’altro, proprio da Serenella Fucksia, anche lei senatrice del Movimento 5 Stelle: “Non è possibile che si decida in cinque ore”, tuona Fucksia, esprimendo amarezza per il voto che ha condannato la sua collega di banco.
“Avrei votato ovviamente no all’espulsione di Adele e a quella di chiunque altro perchè, comunque, si tratta di una risorsa in meno per il gruppo, di una perdita di competenze umane e di presenza sul territorio. È una cosa sbagliata. Se qualcuno ha valutato che ci siano delle ragioni, spero che prima o poi riesca a comprenderle anch’io perchè, ad oggi, i meccanismi che ci sono dietro mi sono oscuri, non li comprendo. Sarebbe interessante avere il nominativo di chi ha votato: un voto non segreto ma nominativo per sapere chi ha votato”.
Insomma, questo episodio, come abbiamo già ricordato, rischia di dividere il movimento.
Un timore ormai evidente, nonostante il presidente dei senatori del M5s Nicola Morra, tenti di scongiurare: “Dobbiamo lavorare affinchè le ragioni dell’unità prevalgano e ci sia consapevolezza. Sarà lei che dovrà decidere se lasciare il gruppo, penso di sì. Sono umanamente dispiaciuto ma ricordo a me stesso che vanno coniugate insieme libertà e responsabilità”. E poi: “Rischio scissione? Credo che non ce ne sia. Cercherò di ragionare con tutti i miei colleghi: la mia porta è sempre aperta ed il telefono acceso anche alle tre di notte. Spero che saremo più attenti ai lavori in commissione e meno impegnati a rilasciare dichiarazioni”.

Un invito alla calma è d’obbligo, ma ormai il caos è scoppiato anche dentro il movimento che avrebbe dovuto aprire il parlamento come una scatola di tonno.

Da dazebao.it

3 thoughts on “Gambaro espulsa. Pensare che il parlamento andava aperto come una scatoletta di tonno

  1. -Espulsa dal Pd l’ex sindaco di Avigliana, con lei vicesindaco e assessore.
    -Acqui Terme. Ferraris e Giglio espulsi dal Pd.
    -Il Gruppo del Partito Democratico del IV Municipio di Roma ha deciso di espellere il consigliere Giorgio Limardi, a seguito di un ripetuto comportamento difforme alle linee del partito.
    -Mario Russo, Valerio Addentato e Roberto Merlini sono stati espulsi dal segretario del PD provinciale di Roma Carlo Lucherini.
    -Agropoli. Carmine Parisi: “Cacciato dal Pd perché ho denunciato la speculazione edilizia”.
    -Troina. Espulsi dal PD due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito.
    -Castiglione del Lago. Rosanna Ghettini, Caterina Bizzarri, Giancarlo Parbuono e Ivano Lisi espulsi dal PD.
    -Terremoto PD Alessano: espulsi Cosimo Del Casale e Donato Melcarne.
    -Piacenza, bufera nel Pd: espulsi i sostenitori di Renzi dall’esecutivo. Sostituiti i dirigenti con una telefonata.
    -Rapallo, sono stati espulsi dal PD: Maria Cristina GERBI, Giorgio BRACALI, Alessio CUNEO, Emanuele GESINO, Maurizio Ivan MASPERO, Maria MORRESI, Giulio RIVARA.
    -La segreteria cittadina di Orta Nova ha attivato le procedure per il deferimento del consigliere comunale Antonio Bellino alla Commissione di garanzia, alla quale sarà proposta l’espulsione dal PD per violazione dello statuto e del codice etico.
    -San Mauro Torinese, Rudy Lazzarini espulso dal PD insieme a un nutrito gruppo di colleghi.
    -CASERTA. Rino Zullo è stato espulso dal PD.
    -Carmelo Mazzola e Domenico Prisinzano sono stati espulsi dal PD di Castelbuono.
    -Afragola: Valentino espulso dal PD.
    -Sei iscritti al PD allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone.
    -Solidarietà a Paolo Dean ex sindaco di Fiumicello e a Rosanna Fasolo, ex assessore della giunta Dean, espulsi dal PD.
    -Terlizzi. Segreteria Pd: «Espulsi dal partito Ceci, Grassi e Adamo».
    continua…

    scagli la prima pietra…
    sù cerchiamo di essere seri se vogliamo fare giornalismo serio e corretto!

    1. Lodevole l’impegno per la raccolta delle notizie, ma l’ultima osservazione ed il tono del commento, sono da asilo infantile.

  2. “Primo perchè la senatrice è stata espulsa da meno della metà degli aventi diritto” un pò come l elezione del sindaco di roma ;)

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