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Blatter e blatte

 

Premessa: chiedo umilmente perdono agli dei calcistici, ma ben più ai loro credenti in quanto ché, non appartenendo io a quella fede,  potrei apparire blasfema osando entrare nel merito di vicenda che coinvolge niente po’ po’ di meno che il sommo sacerdote della Federazione Internazionale del Calcio (in acronimo Fifa che fino a poco fa per me stava solo a significare “strizza boia”) Joseph Blatter. Questo s(S?)ignore di fronte a circa 50mila persone (si suppone agnostiche come me) che giustamente (per come la vedo io) contestavano ferocemente gli elevatissimi costi che il Brasile supporterà per i Mondiali di Calcio2014 a(ulteriore) depauperamento della vita per quei brasiliani (milioni) ridotti a calvario da miseria più putrida, ha dichiarato: “Il calcio è più importante dell’insoddisfazione della gente”. Non l’avesse mai detto! Le principali testate planetarie su quella frase convergono orrore, sdegno e vergogna -a differenza del senso delle contestazioni che nessuno si fila, mai s’è filato e stante gli impulsi odierni mai si filerà- perché non è bello e non sta bene!

Ebbene, da blasfema in tal senso qual sono, quante frustate, voi agnostici contestatori come me, pensate di infliggermi dichiarando a viva voce che quel Blatter, potente tra i potenti, ha preferito andare al sodo della realtà piuttosto di girarle attorno tra eufemismi e ipocrisie come fanno tutti gli altri? E’ la realtà che fa schifo come gli scarafaggi, non Blatter…

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