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Alla ricerca dell’arco (costituzionale) perduto…

 

Almeno un decennio fa Gustavo Zagrebelsky in occasione del 2 Giugno pubblicò sulla Stampa di Torino un meraviglioso (mes)saggio volto a infondere/omologare il significato, fondamentale quanto commovente, del buon cittadino della Repubblica italiana così come nella mente dei nostri padri costituenti.  All’epoca si lavorava prevalentemente sul cartaceo sicché ne feci fotocopia che appesi accanto alla mia scrivania come monito, ma pur tenerezza, quotidiani. Nei vari traslochi persi quella fotocopia e mi spiacque moltissimo. Picchiettando nei motori di ricerca ancora non sono riuscita a ritrovarlo. In ogni caso la mia festa del 2 giugno da allora sta nel principale ricordo di quelle parole (sfilate, ricevimenti ufficiali, scie tricolori ecc. m’acchiappano poco, dato peraltro il milionario costo). Non può dunque essere un caso che Libertà e Giustizia, il cui presidente onorario è proprio Zagrebelsky, a Bologna (la dotta) ha deciso di onorare, più che festeggiare, il 2 giugno 2013 portando in trionfola Costituzione.

Che altro se non quella, formulata da donne e uomini di profonde umiltà e onestà nel cui DNA già erano insiti quei principi, ma affinché fossero infusi in OGNI cittadino italiano -diventato responsabile in proprio e dunque garante in prima persona della cosa pubblica- lavorarono moltissimo per studiare nei minimi particolari la semplicità dei lemmi e la cortezza delle frasi proprio perché OGNI cittadino comprendesse e assimilasse il supremo postulato del bene comune appartenente a tutti in medesima parte. Ecco, appunto. Nello s(S)tato di repubblica in cui oggi gli italiani sono messi, il pericolo supremo sta proprio a che qualcuno oggi occupante il potere di governo (da larghe intese dirette, ma soprattutto indirette) voglia appropriarsi (anche!) della nostra Costituzione al fine di “adeguarla ai tempi moderni”.   Saremmo pur concordi, gli è che al momento a questo s(S)tato della cosa pubblica (nostra, non vostra!) mancano le materie prime: le primordiali umiltà e onestà.

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