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A Equitalia, dopo l’anonima precisazione che nulla precisa, non ho nulla da dire. Ai parlamentari della Repubblica italiana chiedo…

 
Cominciamo dalle “piccole” questioni di forma, che pure hanno una loro importanza e significato. La lettera di precisazione dell’Ufficio Stampa di Equitalia è anonima. Non si ha il bene di sapere chi l’ha scritta; capisco. Fosse toccato a me dover scrivere quella nota, ne sarei stato fortemente imbarazzato. Per entrare nel merito. L’Ufficio Stampa di Equitalia rileva che tutto si svolge secondo legge; grazie! Ci mancherebbe che fosse stato fatto in modo arbitrariamente! Non mi sarei certo limitato a una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Avrei presentato formale denuncia.

E’ proprio qui, il nodo, la questione: una legge di uno Stato che tratta i cittadini da sudditi; o, quantomeno, lascia che in questo modo siano trattati. Quanto all’osservazione che l’ingiunzione intimata da Equitalia è relativa al versamento dell’imposta prevista per la registrazione delle sentenze e non a “spese processuali”, per favore, non facciamo sofismi, e non aggiungiamo a danno e beffa la presa in giro: cos’è altro l’imposta per la registrazione di una sentenza, se non una parte delle spese processuali?  Se i processi non ci fossero stati, non ci sarebbero state delle sentenze, e di conseguenza il loro deposito. Processi, ripeto, subiti, perché è stato Erich Priebke a sentirsi leso; è stato Priebke ad aver acceso i vari procedimenti; i tribunali hanno stabilito che Priebke non aveva ragione, che Pacifici e io non avevamo nulla di che rimproverarci.

Equitalia sostiene che in caso di mancato versamento dell’imposta di registro, la legge prevede che la richiesta sia fatta alle altre, incolpevoli, parti in causa. Equitalia, come ente incaricato di incassare crediti, si è limitata a una burocratica, automatica notifica, o ha svolto qualche tipo di accertamento? Sarebbe interessante, per esempio, sapere cosa si è fatto per accertare se davvero Erich Priebke è nullatenente. Per esempio: Eirch Priebke anni fa ha pubblicato una corposa autobiografia, “Vae Victis”. E’ da credere che vi siano dei diritti d’autore. Ancora: Erich Priebke ha acceso una quantità di procedimenti nei confronti di giornalisti, storici, cittadini, sentendosi diffamato. Qualche causa certamente l’ha vinta: cause che comportavano la richiesta di sostanziosi risarcimento per danni subiti. Equitalia ha fatto qualcosa per accertare dove sono finiti questi denari, prima di inviare le ingiunzioni che ha ritenuto di inviare a Pacifici e a me?

Per tornare alle “forme”: l’ingiunzione in questione, sette pagine di burocratese, non contiene una riga di spiegazione. Si legge solo: “Sono responsabili in solido del pagamento della presente cartella i seguenti coobbligati: Priebke Erich e Pacifici Riccardo”; e poi: Ruolo atti del registro o altro tipo di atti”.

Il “dettaglio” poco sotto, dice: “Ruolo atti del registro o altri tipi di atti. Provvedimento relativo a Sentenza civile emessa da tribunale civile anno 2002 numero 00003334 sottonumero 0”. E infine: “Note relative alla descrizione: Omessa imposta di registro su sent.33334/02 Priebke Erich/Pacifici Riccardo e Vecellio Valter”.

Posso osservare che un corretto, ed educato rapporto tra un’agenzia di riscossione tributi e un cittadino dovrebbe prevedere qualche chiarimento in più? Magari anche una lettera dove un qualche responsabile si rammarica di quello che si viene costretti a fare, perché qualche cervellone a suo tempo ha deciso di elaborare una legge che definire assurda è poco. Ma ai modi “urbani”  di Equitalia siamo da tempo abituati, esiste al riguardo una vasta letteratura.

La ciliegina finale è costituita, nel foglio 3, “istruzioni” circa la “richiesta di informazioni”. Si fornisce il numero di un Call Center. Dopo un non breve tempo di attesa, mi ha risposto una gentile signorina, ignara di tutto, che personalmente si è  dichiarata solidale, ma precisando che loro sono “strumenti”, poco più che automi, fanno ed eseguono, e altro non sanno e possono dire. “Mi può dare qualche responsabile?”, ho azzardato ingenuo. La comunicazione a questo punto si è interrotta. Quanto all’Agenzia delle Entrate, il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo è un signore di cui non si fornisce telefono o orario in cui lo si può trovare. Solo l’indirizzo, alla periferia di Roma. L’unico modo per avere “chiarimenti” è rassegnarsi a perdere una mattinata, e sperare di potergli parlare.

Perfetto. A questo punto, da sereno, il cittadino Valter Vecellio, dopo la replica dell’ufficio stampa di Equitalia, comincia ad incazzarsi sul serio.

A Equitalia, che crede sia questo il modo di fare il loro lavoro, non ho nulla da dire. Da cittadino che paga fino all’ultimo centesimo le sue tasse, che nonostante tutto crede nelle istituzioni, e si ritiene titolare di doveri ma anche di diritti, mi rivolgo ai parlamentari. Chiedo loro se non ritengono di dover chiedere qualche spiegazione ai ministri competenti. Per facilitare loro il compito, qui di seguito, offro lo schema di una interrogazione, se vorranno presentarla:

Al ministro della Giustizia,

al ministro delle Finanze,

per sapere, premesso:

che Equitalia Sud Spa ha recapitato al signor Pacifici Riccardo presidente della comunità ebraica di Roma, e al signor Vecellio Valter, giornalista, vice-caporedattore del TG2,  una cartella con valore di intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dai ruoli in essa contenuti entro il termine di sessanta giorni;

che detta cartella intima il versamento di 316 euro e cinque centesimi, quale pagamento dell’imposta per il registro della sentenza n.33334/02 emessa dal tribunale civile di Roma;

che il signor Erich Priebke, condannato all’ergastolo in relazione all’eccidio alle Fosse Ardeatine, si era sentito in qualche misura leso da quanto detto, scritto, fatto dai signori Pacifici e Vecellio, entrambi assolti in primo e secondo grado; la Cassazione infine ha dichiarato improcedibile il ricorso contro le sentenze che rigettavano le richieste avanzate dal signor Priebke;

quale sia l’opinione dei ministri della Giustizia e delle Finanze in relazione al fatto che due cittadini, che hanno dovuto subire una lunga e costosa iniziativa giudiziaria, e sono stati dichiarati estranei e innocenti ai fatti loro imputati, alla fine non solo non hanno avuto alcun tipo di risarcimento (come pure il tribunale aveva sancito), ma viene loro richiesto di pagare l’imposta per il registro della sentenza;

quali accertamenti abbia fatto Equitalia per accertare se il signor Erich Priebke sia effettivamente insolvente, dal momento risulta comunque autore di una corposa biografia, intitolata “Vae Victis”, e dunque, presumibilmente, ne ha ricavato diritti d’autore; peraltro risulta che il signor Erich Priebke abbia nel corso degli anni acceso numerosi procedimenti nei confronti di giornalisti e cittadini, e in almeno un paio di casi abbia vinto la causa, con conseguente risarcimento pecuniario.      

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