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“Giramondi” fa tappa a Oaxaca

 

http://www.liberainformazione.org/2013/04/29/giramondi-fa-tappa-a-oaxaca/

Il viaggio in bus da Città del Messico (DF) verso Oaxaca ci dà la possibilità di vedere un panorama diverso contraddistinto damontagne e distese di cactus, cosa che riempe tutto il gruppo di nuove energie dopo le fatiche della capitale. Sembra che siaarrivato il momento di staccare un po’ dal caos e l’inquinamento alle stelle del DF e riprendere fiato in un nuovo ambiente.

Addentrandoci così più nel cuore (in uno dei cuori) del paese, arriviamo in una cittadina, Oaxaca, che subito si presenta bendiversa dal DF, fa un caldo tropicale, il cielo è azzurro e almeno apparentemente pulito, e nel centro della città si respira una tranquilltà a cui non eravamo quasi più abituati.

Le giornate oaxacaquene di GIRAMONDI vengono sì dedicate alla visita della città coloniale e dei dintorni – la gita alle rovinemaya di Monte Alban è imperdibile – ma cogliamo anche qui l’occasione per incontrare le realtà sociali ed istituzionali attive sul territorio. In particolare qui a Oaxaca abbiamo la bella opportunità di conoscere il progetto  di cooperazione internazionale sostenuto dal Gruppo Abele. Il progetto si chiama Sikanda (“movimento” in lingua mixteca) ed è nato dall’interesse e passione di due cooperanti, Aurelia e  José Carlos, di migliorare le condizioni di vita all’interno di una delle numerose comunità di pepenadores, così chiamati i raccoglitori di rifiuti, della città. Ad accompagnare il loro lavoro c’è Emiliano Cottini, del Gruppo Abel, che in questi due giorni ci fa da “cicerone”. Un prezioso aiuto per scoprire sia il lato sociale che culturale di Oaxaca.

Facciamo la visita al basurero (discarica) al cui margine vive la comunità seguita da Sikanda, lì incontriamo un gruppo di donne che con interesse e semplicità ci raccontano dell’associazione che hanno creato, Flor de Agua, come forma di “autotutela” in un contesto di vita tanto difficile. Ci spiegano anche quale sia il loro lavoro, di raccogliere e smistare i rifiuti che poi verranno comprate dalle imprese di riciclaggio.

L’insediamento abitativo in cui vivono le quaranta famiglie della comunità sono baracche e casette, costruite grazie ad alcuni progetti, prive di acqua, gas e rete fognaria. L’unico servizio di base che sono riusciti ad ottenere negli ultimi anni è statal’elettricità. Tutto è in uno stato di precarietà impressionante, l’unica sicurezza sembra essere la montagna di rifiuti che incombe al loro lato, unica fonte di reddito per la maggior parte delle famiglie. E neanche questa è veramente una certezza, visto che da parte del governo locale è già stata pianificata la sua imminente chiusura (rimandata di volta in volta).

Come ci racconta Josè Carlos, il fondatore di Sikanda,  lavorare con chi si trova in una condizione di povertà assoluta è comeavere a che fare con una macchina che manca di servosterzo, freni o volante, in pratica di vari pezzi per poter funzionare. Quindi la capacità di chi opera in un contesto del genere è quella di “individuare” quali siano i pezzi mancanti più importanti di cui equipaggiarsi per avviare un effetto positivo a catena… sperandoche poi la macchina prenda a funzionare.

Sikanda seguendo questa logica ha deciso di incentrare la sua azione su tre specifici ambiti, salute, reddito ed integrazione, ed ha attivato anche un nuovo progetto, tra i tanti, di lombricoltura che permetta, a chi vuole dei pepenadores, di smaltire autonomamentei rifiuti organici raccolti trasfomandoli in compost e fare, oltre che ricevere, formazione sul tema. Dopo un breve passaggio turistico all’Arbor del Tule, l’albero più grande del mondo (così definitosull’insegna e ci fidiamo) abbiamo l’opportunità anche di visitare il centro dove l’allevamento dei lombrichi ha preso piede.

Nel pomeriggio una parte del gruppo si sposta ad un incontro con la Coordinatrice per i Diritti Umani e il Segretario per la SicurezzaPubblica del Governo di Oaxaca, insieme ad alcune ong locali.Dalla controparte istituzionale viene la proposta di stabilire un accordo formale con LIBERA, CAUCE CIUDADANO e MARABUNTA (altra organizzazione legata al CAUCE), partendo dall’idea di mettere a punto un modello di prevenzione sociale checoncili le modalità dell’antimafia sociale con le buoni prassi della cultura indigena del territorio. Avremo modo di verificare se questa sarà veramente una strada percorribile, ne traiamo comunque la certezza che i nostri interlocutori sono rimasti ben impressionati dall’esperienza di LIBERA in Italia e in America Latina.

Il giorno seguente, prima di ripartire per Città del Messico, alcuni di noi si trovano a Santo Domingo, dopo aver accolto l’invito di Periodistas de Piè a partecipare alla manifestazione in ricordo della giornalista Regina Martinez, assassinata un anno fa a Veracruz, oltre che per denunciare le brutali violenze costantemente commesse contro reporter e giornalisti nel paese. È Tonio Dll’Olio, responsabile di LIBERA International, a cui viene chiesto dagli stessi organizzatori dell’evento di parlare per portare la testimonianza della delegazione di GIRAMONDI presente per l’occasione.

A fine iniziativa prendiamo il bus per un nuovo lungo viaggio di ritorno alla “base”. Arriviamo al DF in tarda serata stanchi mamolto soddisfatti per il bagaglio di emozioni e conoscenze acquisito nelle giornate a Oaxaca.

Da Liberainformazione.org

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