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“Non strumentalizzate la nostra battaglia”. Lettera aperta di Giovanni Cucchi

 

Riceviamo e di seguito pubblichiamo la lettera aperta del padre di Stefano Cucchi in seguito alle polemiche degli ultimi giorni: ” Io sono grato a quei politici per essere usciti allo scoperto, perché in tal modo essi vogliono continuare a rendere legittima la tortura opponendosi all’ approvazione di ogni legge che la punisca. Sono grato , perché , ben sapendo che Stefano ne è stato vittima, ora ne è divenuto, suo malgrado, un simbolo di civile denuncia.”di Giovanni Cucchi
Qualcuno sta cercando di sfruttare le nostre polemiche , peraltro sacrosante, contro i pm Barba e Loy per fare , a proprio ma non esclusivo uso e consumo , campagna di disinformazione sul processo in corso per la morte di mio figlio Stefano. A questo qualcuno ricordo che i tre agenti di polizia penitenziaria imputati in quel processo sono accusati dalla Procura di Roma di aver tutti insieme spinto e colpito con calci mio figlio nelle aule di sicurezza di piazzale Clodio , provocandogli un politraumatismo su tutto il corpo e la frattura della IV vertebra sacrale. Sono accusati inoltre di abuso dei mezzi di correzione per aver fatto tutto questo per indurre Stefano a smettere di lamentarsi e di chiedere farmaci.

Chiedo a quei politici di facile ed evidentemente interessato giudizio: non basta tutto questo?
Se mio figlio era quel malato mezzo morto che si vuol descrivere , se era uno zombie va tutto bene? È questo il trattamento che gli doveva essere riservato? Non basta leggere queste accuse per rabbrividire?
Io sono grato a quei politici per essere usciti allo scoperto , perché in tal modo essi vogliono continuare a rendere legittima la tortura opponendosi all’ approvazione di ogni legge che la punisca. Sono grato , perché , ben sapendo che Stefano ne è stato vittima, ora ne è divenuto, suo malgrado, un simbolo di civile denuncia.

E non solo per quanto sta facendo mia figlia, ma anche tutti coloro di ogni partito e colore, che ora vogliono farsene carico. Allora, non strumentalizzate la nostra sacrosanta polemica contro la Procura di Roma sulla causa medico legale di morte di Stefano!
Perché una cosa è certa , sofismi scientifici a parte, se Stefano Cucchi non fosse stato torturato dopo il suo arresto , non sarebbe stato necessario ricoverarlo al Pertini dove è stato portato a morte.

E su questo sono tutti , ma proprio tutti, d’accordo !
Non basta questo o vogliamo sostenere il ripristino di quei terribili campi di concentramento evocati dagli stessi periti della Corte per fornire ai tossicodipendenti , piccoli spacciatori e magari pure agli extra comunitari ed in generale a tutti gli ultimi di questa società un trattamento ” adeguato” al posto che vi occupano?
Vogliamo questo?

Bene , se insultare Stefano serve a chiamarli fuori nei loro intenti, insultiamo lo pure.
Continuiamo a mancargli di rispetto fuori e dentro i processi . Noi genitori continueremo a volergli bene ed a difenderlo reclamando  a gran voce giustizia e verità. Ma non siamo soli. E questo ci scalda il cuore e da la forza per sopportare ogni cosa.

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