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Bersani, l’uomo che è mica (più) qui per…

 

di Nadia Redoglia
Ora che Bersani è stato ufficialmente riconosciuto -osiamo dire trionfalmente dato il distacco da Renzi- l’uomo del Pd e così leader del prossimo governo o dell’opposizione, possiamo definitivamente chiudere il “siam mica qui per…(a seguire sfilze d’esempi che hanno coperto l’intero emisfero delle possibilità, comprese metafore, ironie, sarcasmi e comiche)”
Ebbene, esaurito quanto sopra, è giunto il fatidico momento di sentirsi doverosamente in obbligo di rivelare al Paese cosa oggi Bersani è qui per fare…E’ una gara dura, ma questo lo sapevamo già. Per intanto siamo (lui compreso) avvantaggiati dal fatto che non saprà fare miracoli (anche se per capire che nessuno umano li fa abbiamo impiegato 20 anni), poi siamo consapevoli che esserci per coprire l’intero emisfero di cose da fare e che si riuscirà a fare, è impossibile, a differenza della facilità con cui si può dichiarare cosa non si è per fare…Da qui si può però facilmente dedurre cosa è indispensabile (doveroso) fare subito per arrivare umilmente onesti e capaci alle politiche.
Quanto a “umiltà, onestà e capacità” noi s’intende anche il riconoscere da parte dell’uomo Bersani l’indiscutibile importanza di coloro che votarono Vendola e Renzi. Il primo, a differenza del secondo, non è Pd ma Sel.
Che Bersani non è più l’uomo del “mica siam qui per” è assodato, ora deve anche riconoscere, specie verso uno degli altri due, che da mo’ (a ragione) dichiara  “siamo qui (e ci restiamo) per…”

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